FOIANO DELLA CHIANA (AREZZO) – Protesta di trattori e qualche Tir all’esterno del casello ‘Valdichiana’ dell’Autostrada A1. Agricoltori e autotrasportatori manifestano contro l’aumento dei carburanti, soprattutto del gasolio, e quello dei costi di produzione.
Sono oltre cinquantina, provenienti dal Centro Italia, ma in particolare dalle province di Arezzo e Siena.
La manifestazione é fuori dall’autostrada, ma non sembra esserci intralcio rispetto allo scorrimento abituale. Il presidio potrebbe durare tutta la settimana, ossia fino a venerdì o a sabato 30 e 31 ottobre 2026.
La protesta mette nel mirino il caro gasolio, l’aumento dei costi di manutenzione e gestione dei mezzi e la svalutazione dei prodotti agricoli. I manifestanti chiedono interventi concreti per garantire la sostenibilità economica delle aziende e di lavorare senza dipendere da sussidi nè da contributi pubblici.
“Rispetto all’anno scorso il costo del carburante è raddoppiato, passando da una media di 60 centesimi a 1,30 euro al litro” spiega il portavoce Andrea Faralli, sottolineando come l’aumento incida pesantemente sui bilanci considerati gli elevati consumi delle macchine agricole.
“L’incremento del gasolio agricolo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Sono ormai tre anni che protestiamo perché i nostri prodotti vengono pagati troppo poco. Se oggi i costi di produzione sono pari a 100, il ricavato è appena 102 – aggiunge Faralli – Chiediamo che i nostri prodotti vengano pagati il giusto. Non è ammissibile lavorare sottocosto o con margini irrisori ed essere poi costretti a dipendere da sussidi e contributi europei”.
E ancora: “I nostri nonni e zii riuscivano, lavorando la terra, a mettere da parte ogni anno il denaro necessario per acquistare un nuovo trattore. Oggi non c’è più margine di guadagno e per comprare un mezzo bisogna fare affidamento sui contributi statali – conclude – Nel frattempo, anche i prezzi dei
macchinari sono raddoppiati”.





