
“Che cosa abbiamo perduto”, titolò la Gazzetta dello sport. E pianse Giordano Goggioli, grande capo della redazione sportiva de “La Nazione”. Paolo Costoli, al quale volle che Firenze dedicasse poi la piscina del Campo di Marte, era suo amico e anche suo allievo nella Rari Nantes Florentia.
La cronaca di 60 anni fa ci ricorda che erano le 18.51 del 28 gennaio 1966: l’aereo Lufthansa con a bordo la nazionale italiana di nuoto diretta al meeting di Brema, si schiantò durante la fase di atterraggio presso l’aeroporto di Brema. Persero la vita tutti e 42 i passeggeri, oltre ai 4 membri dell’equipaggio. Tra le 46 vittime vi erano sette giovani e promettenti nuotatori italiani. Le dinamiche dell’incidente non furono mai chiarite.
La Tragedia di Brema viene considerata la pagina più triste del nuoto italiano. Oltre ai sette nuotatori erano presenti sul volo anche l’allenatore Paolo Costoli ed il giornalista Nico Sapio, telecronista Rai. Gli atleti erano:
- Bruno Bianchi (23 anni, capitano della squadra)
- Dino Rora,
- Sergio De Gregorio,
- Amedeo Chimisso,
- Luciana Massenzi,
- Carmen Longo,
- Daniela Samuele (la più giovane, 16 anni)
Avevo 16 anni e frequentavo da qualche mese la redazione sportiva de “La Nazione”, come fresco collaboratore. Mi è rimasta impressa l’immagine di Giordano Goggioli affranto. Lui, un omone, un ex campione, grande maestro del giornalismo sportivo e non sportivo, abbattuto. Per la fine del suo amico, Paolo Costoli, e di quei ragazzi, oltre al collega Nico Sapio, giornalista colto e preparato.
A 60 anni dalla tragedia di Brema, fin qui colpevolmente dimenticata, Firenze dedicherà oggi, 28 gennaio 2026, una giornata per commemorare le 46 vittime. Il ricordo si aprirà alle 14 con la deposizione di una corona in memoria di Paolo Costoli all’ingresso della piscina comunale a lui intitolata, al Campo di Marte, da parte del vice presidente della Federazione italiana nuoto Andrea Pieri, accompagnato dal presidente del comitato regionale Fin Roberto Bresci e l’assessora allo sport di Firenze Letizia Perini.
“Un gesto semplice e solenne, attraverso il quale istituzioni e mondo sportivo cittadino renderanno omaggio a un campione che ha scritto pagine indelebili della storia biancorossa, conquistando numerosi titoli e quattro scudetti con la calottina della Florentia” e per ricordarne “l’eredità umana e sportiva e i valori che ne hanno contraddistinto il percorso: passione, appartenenza, dedizione e senso di responsabilità”.
Il ricordo della tragedia di Brema proseguirà nel pomeriggio nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, con l’evento promosso e organizzato dall’assessora Perini, dedicato alla celebrazione dello sport fiorentino e delle sue eccellenze. Per la Rari Nantes Florentia, si spiega, “un appuntamento dal forte valore simbolico non solo per la numerosa rappresentanza biancorossa accompagnata dal presidente Andrea Pieri ma anche perché l’inizio dell’evento, fissato intorno alle 18:30, coincide idealmente con l’orario della tragedia di Brema, avvenuta alle 18:50, rafforzando il legame profondo tra memoria, storia e identità del club”.
Anche il ministero dello sport e il Coni avrebbero dovuto partecipare per rendere omaggio, dopo sei decenni, a chi morì precipitando con un aereo, mentre andava a gareggiare per i colori azzurri. Ripeto, volutamente, il titolo dell’epoca fatto dalla Gazzetta dello sport: “Che cosa abbiamo perduto”. Ora, a livello nazionale, anche la memoria.





