
VIAREGGIO (LUCCA) – Il Carnevale di Viareggio 2026 è stato presentato oggi, 28 gennaio 2026 a Firenze a palazzo Strozzi Sacrati dal presidente della regione Eugenio Giani insieme all’assessora alla cultura Cristina Manetti, al sindaco di Viareggio Giorgio del Ghingaro con la presidente della Fondazione Carnevale di Viareggio Marialina Marcucci e l’assessora alla cultura del Comune di Viareggio Elisabetta Matteucci.
La manifestazione alza il sipario su un mondo in crisi e mette sui giganteschi carri di cartapesta Donald Trump e Vladimir Putin. Gli artisti hanno scelto – per le opere in concorso che sfileranno ai prossimi Corsi Mascherati, in programma dall’1 al 21 febbraio – di raccontare l’attualità anche con allegorie forti, che non risparmiano nessuno, in particolare i leader delle grandi potenze mondiali, ai quali è riservata una satira graffiante e che non fa sconti. Guerra, ambiente, potere, finanza, identità: il Carnevale di Viareggio si fa specchio del nostro tempo, con uno sguardo disincantato, ma mai privo di una narrazione volta alla speranza per il futuro, tra citazioni letterarie e artistiche, sempre e comunque ironiche e divertenti.
I CARRI – Il carro “La gallina delle uova d’oro” di Alessandro Avanzini, che depone bombe invece che vita, svela la militarizzazione dell’Europa sotto la maschera della finanza. “I Samurai del potere” scelti da Luigi Bonetti – Trump, Putin e Xi Jinping – giocano una sorta di risiko globale. “Gran Casino” di Lebigre e Roger mette il Diavolo come croupier al tavolo della roulette, in cui giocano i potenti della Terra. “Nel Campo dei miracoli” di collodiana memoria, sul carro di Jacopo Allegrucci, è svelato il racconto della trappola dorata, che si cela dietro il facile successo. “In bocca al lupo” di Luca Bertozzi trasforma la fiaba di Cappuccetto Rosso in un inno al coraggio e alla tenacia. Umberto, Stefano, Michele e Jacopo Cinquini con il carro “Nemmeno con un fiore” parlano d’amore, rispetto e libertà verso la donna. Massimo e Alessandro Breschi in “The Last Hop(e)” denunciano il negazionismo climatico, davanti ad un affresco del pittore Claude Monet che svanisce sotto il fango dell’inquinamento. Carlo e Lorenzo Lombardi in “999” richiamano l’attenzione su quel passo prima della pace, là dove Sadako non riuscì a piegare la sua ultima gru. Roberto Vannucci, infine, invita a vivere ogni attimo con intensità, perché, dice, “Io vivo in questo momento”.
I carri allegorici, vere e proprie macchine sceniche viaggianti, sono il cuore delle sei sfilate sui Viali a Mare durante le quali sfileranno 9 carri di prima categoria, 4 di seconda, 8 mascherate in gruppo e 8 maschere isolate. Ogni costruzione è un universo narrativo: dietro le colossali figure che dominano il Lungomare lavorano squadre di artisti e creativi, affiancati da centinaia di figuranti che, con costumi, coreografie e musiche originali, animano la scena trasformando ogni carro in un’esperienza immersiva e coinvolgente. A firmare la colonna sonora del Carnevale di Viareggio 2026 è Rita Pavone con “Nel febbraio di un mattino”.
DATE E ORARI DELLE SFILATE
- domenica 1 febbraio alle 15;
- sabato 7 febbraio alle 17;
- giovedì 12 febbraio alle 17;
- domenica 15 febbraio alle 15;
- martedì 17 febbraio alle 17;
- sabato 21 febbraio alle 17.
GIANI – “ll Carnevale di Viareggio – ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani – è il risultato di un grande lavoro di squadra. La Fondazione, guidata con competenza dalla presidente Marialina Marcucci, il Comune di Viareggio e la Regione Toscana hanno saputo lavorare insieme per sostenere un Carnevale che partiva da una situazione oggettiva di difficoltà, non tanto della manifestazione quanto della città. Oggi il Carnevale di Viareggio è invece un elemento di prestigio e di lustro per tutta la Toscana, non solo nei giorni delle sfilate ma durante tutto l’anno. La Cittadella del Carnevale è un presidio culturale permanente, un luogo dove nascono i carri e che consente ogni giorno di mostrare un Carnevale allegorico capace di unire creatività e tecnologia, allegria e intelligenza artistica. Un vero e proprio laboratorio di un nuovo Rinascimento toscano, animato da artisti che sono autentici creatori d’arte”.





