
FIRENZE – La commissione Ambiente e territorio del Consiglio regionale della Toscana, presieduta da Gianni Lorenzetti (Pd) ha tenuto stamattina, 3 febbraio 2026, un’audizione del Comitato dei cittadini per la chiusura della discarica di Cava Fornace, affiancato da Legambiente e Italia nostra. Successivamente, sono stati sentiti i rappresentanti dei Comuni di Forte dei Marmi, Massa, Montignoso, Pietrasanta, Seravezza.
I rappresentanti del Comitato hanno ribadito anche il rigetto del provvedimento di autorizzazione (Paur) che “da quasi tre anni” permette la prosecuzione dell’impianto, l’avvio delle operazioni di “bonifica e riqualificazione del sito”. Il presidente del comitato, Marco Di Gennaro ha ricordato “il gravissimo incidente del 6 maggio 2024”, con sversamento del percolato fino al lago di Porta. “E – ha sottolineato – non ha più la vocazione territoriale, ora la discarica non è al servizio del territorio, ma i rifiuti arrivano da ogni parte d’Italia”. “Si apre oggi un percorso serio, con l’obiettivo di portare a conclusione una storia lunga 40 anni – ha detto Lorenzetti – L’obiettivo è arrivare alla chiusura della discarica in sicurezza, attraverso un percorso che va concertato e deve tener presente la preoccupazione di affrontare seriamente la gestione ‘post mortem’ dell’impianto, scongiurando il rischio che i costi ricadano interamente sui territori”. L’incidente del 2024, ha sottolineato Lorenzetti, “ha visto venir meno l’elemento fiduciario nei confronti del gestore. Faremo tutte le necessarie verifiche”.
Il consigliere Marco Guidi (FdI) conferma pieno sostegno alle richieste: “Tutti vogliamo la chiusura della discarica – ha detto – e chiedo scusa ai rappresentanti del comitato perché è dal 2018 che si sente parlare di chiusura e siamo ancora lontani dall’avere una data certa, mentre il gestore progetta una chiusura nei termini, inaccettabili, di sette anni, considerando la sostenibilità economica del percorso”. Il Consiglio regionale, ha ricordato, “si è già espresso per la chiusura con un atto d’indirizzo”. Guidi ha chiesto “che l’assessore regionale e gli uffici tecnici agiscano per verificare a che punto è il percorso per la chiusura”.
Anche dai Comuni è arrivata la richiesta di chiusura. Secondo la posizione congiunta espressa dall’assessore all’ambiente di Montignoso, Giulio Francesconi, a nome delle sei amministrazioni locali “nel 2024 è venuto a mancare il rapporto di fiducia e si è avviato il confronto per arrivare alla chiusura e messa in sicurezza del sito”. Le maggiori difficoltà, ha spiegato Francesconi “saranno legate alla gestione dopo la chiusura, con al primo posto la messa in sicurezza di un territorio fragile”.





