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Consiglio regionale: botta e risposta fra l’assessora Cristina Manetti e la capogruppo Fdi Chiara La Porta. Scintille in Aula

Consiglio regionale: botta e risposta fra l’assessora Cristina Manetti e la capogruppo Fdi Chiara La Porta. Scintille in Aula

Cristina Manetti

FIRENZE – “Sfida” nell’Aula del Consiglio regionale fra l’assessora alla cultura, Cristina Manetti, e la consigliera regionale di Fratelli d’Italia, Chiara La Porta. Entrambe residenti nell’area pratese.

“Ho letto con attenzione – ha affermato Cristina Manetti – il pacchetto di interrogazioni presentato nei miei confronti e con grande dispiacere ho notato come queste più che per chiarire fatti o tutelare l’interesse pubblico, siano state costruite per alimentare una polemica politica con la volontà di creare un caso, dove un caso non esiste. Non esiste alcun conflitto di interessi nella mia vita e nella mia attività di autrice. Quando si concentra un numero così elevato di iniziative sulla stessa persona è legittimo chiedersi se sia battaglia politica o caccia alle streghe”.

Ancora Manetti: “Non esiste alcun utilizzo di risorse pubbliche per finanziare i miei libri – ha aggiunto -. Assolutamente nulla, è questo il punto politico fondamentale. Mi si contestano presentazioni, eventi e iniziative culturali, tutte attività pubbliche, trasparenti, legittime, tutte attività svolte nel pieno rispetto delle regole, tutte documentate. Non una sola interrogazione dimostra un uso improprio di risorse pubbliche o un vantaggio personale indebito, o un violazione. E allora è legittimo chiedersi qual è il vero obiettivo: è la trasparenza o colpire politicamente una persona attraverso l’insinuazione? Io operato in massima trasparenza, e trasparenza delle norme”.

Per Manetti, rivolgendosi in particolare alla capogruppo Fdi La Porta, “scrivere non è una colpa” e “quello che trovo grave è l’idea implicita delle interrogazioni che una donna delle istituzioni debba smettere di pensare, di scrivere, di partecipare alla vita culturale per il solo fatto di ricoprire un incarico pubblico. So di non aver fatto niente di male e dunque continuerò con la stessa determinazione a svolgere il mio ruolo istituzionale senza farmi intimidire”.

Nella sua replica La Porta ha annunciato “altre due interrogazioni” su Manetti, “perché scopriamo questioni che riteniamo inopportune sul suo conto, cosa che non accade per altri assessori. Si dovrebbe chiedere se stia svolgendo bene il suo ruolo o se non stia esagerando. Questi casi balzati alle cronache nazionali non fanno fare una bella figura al presidente e alla Regione che lui rappresenta. La invito a fare una riflessione sul suo ruolo, su quello che aveva precedentemente. Mi dispiace se si sente offesa – ha concluso rivolgendosi all’assessora -. Non è una questione di offese, non è una questione personale, noi chiediamo se ci sia un’opportunità politica”.

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