
TORINO – Il 22enne toscano arrestato a Torino, Angelo Simionato, con l’accusa di aver aggredito, insieme ad altri, il poliziotto Alessandro Calista, è ancora residente in una frazione di Arcidosso, in provincia di Grosseto, sull’Amiata, ma da alcuni anni si era spostato. Prima andando a Pisa, dove avrebbe frequentato i centri sociali. Poi, sempre secondo quanto si apprende da fonti di Grosseto, si sarebbe trasferito a Bologna e quindi a Torino. Avrebbe precedenti di polizia per imbrattamento e sarebbe stato individuato come partecipante di rave party. E’ incensurato e si mantiene facendo il cameriere.
A suo carico risulterebbero alle autorità solo segnalazioni di polizia, ma nessun procedimento né condanne. La madre è un’insegnante, il padre un professionista. E’ ristretto ora nel carcere delle Vallette a Torino per concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale, dovrà rispondere anche di rapina. Alcuni dettagli degli indumenti di color rosso lo avrebbero reso riconoscibile tra gli assalitori del poliziotto a terra. Domani udienza di convalida dell’arresto davanti al gip di Torino.
Uno degli arrestati ha affermato: “Sono rimasto inorridito da quella aggressione al poliziotto, al quale esprimo la mia solidarietà”. E’ quanto ha detto, secondo quanto trapelato, uno dei due uomini arrestati per resistenza a pubblico ufficiale per gli scontri avvenuti a Torino durante la manifestazione pro Askatasuna. L’occasione è stata l’udienza di convalida dell’arresto. L’uomo, sempre secondo quanto si è appreso, ha dichiarato di essere stato presente al corteo ma di non avere preso parte attiva agli incidenti.
“Doveva essere una manifestazione pacifica e invece è diventata tutt’altro”. Così, in video diffuso dalla Polizia Alessandro Calista, l’agente del reparto mobile di Padova circondato, picchiato a calci, pugni e martellate durante gli scontri a Torino. “Mi sento bene, un po’ amareggiato, ma tutto sommato mi sento bene – afferma – la manifestazione si è rivelata violenta e da lì c’è stata un’escalation di violenza da parte dei manifestanti nei confronti degli operatori di polizia”. “Penso che chiunque avrebbe avuto paura, ma con tutti gli addestramenti che facciamo, sono riuscito a gestirla al meglio”.
La procura di Torino sta valutando l’ipotesi di devastazione per gli scontri avvenuti il 31 gennaio nel capoluogo piemontese durante la manifestazione pro Askatasuna. I pubblici ministeri hanno ricevuto una prima informativa dalla Digos, a seguito della quale hanno iscritto nel registro degli indagati i nomi di 24 dimostranti per reati che vanno dalla resistenza e violenza a pubblico ufficiale al travisamento e all’inosservanza dei provvedimenti delle autorità. A questi si aggiungono i tre arrestati, per i quali l’udienza di convalida si è svolta oggi. Gli indagati a piede libero hanno età comprese fra i 45 e i 19 anni.





