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Milano-Cortina: vigilante muore di freddo in un cantiere. Aperta inchiesta

Milano-Cortina: vigilante muore di freddo in un cantiere. Aperta inchiesta

Pietro Zantonini (foto dal suo profilo FB)

CORTINA D’AMPEZZO – Nella notte tra il 7 e l’8 gennaio 2026 è morto Pietro Zantonini, 55 anni, vigilante che lavorava a Cortina d’Ampezzo nei pressi del cantiere dello stadio del ghiaccio. L’uomo era solo, in un gabbiotto riscaldato con una stufetta, con temperature oltre dieci gradi sotto lo zero.

Per svolgere questo lavoro legato ai Giochi olimpici il 55enne era partito a settembre 2025 da Brindisi, dove sarebbe tornato a fine gennaio quando gli sarebbe scaduto il contratto a termine che già gli era stato prorogato. Da quel gabbiotto usciva ogni due ore per effettuare la ricognizione. Ma il turno tra mercoledì e giovedì, svolto con temperature polari, non è riuscito a concluderlo. Nella notte, a quanto emerge, ha telefonato ai colleghi per segnalare che si sentiva male. Loro hanno chiamato il 118, poco prima delle 2. Quando i soccorsi sono arrivati, hanno tentato la rianimazione ma non c’era più nulla da fare. Un malore se l’era già portato via.

La moglie di Zantonini, arrivata dalla Puglia, ha presentato denuncia ai carabinieri e il pm Claudio Fabris ha disposto il sequestro della salma e l’autopsia. L’obiettivo è che “venga fatta piena luce sull’accaduto e che nessuna morte sul lavoro venga trattata come un evento privato o inevitabile”, spiega la famiglia (la coppia ha anche un figlio, maggiorenne) assistita dall’avvocato Francesco Dragone. Secondo i congiunti, c’erano segnali che non tutto andasse liscio in quei cantieri. Zantonini “avrebbe più volte manifestato preoccupazioni e lamentele in merito alle condizioni di lavoro, ai turni notturni prolungati e alla mancanza di adeguate tutele”. E quella notte “era impegnato in un turno notturno, all’aperto, in condizioni climatiche particolarmente rigide”. Elementi “che riportano al centro dell’attenzione il tema della sicurezza e delle condizioni di lavoro nei cantieri e nei servizi collegati ai grandi eventi, in particolare in vista delle Olimpiadi Invernali del 2026”.

La tragedia scuote la marcia di avvicinamento alle Olimpiadi, a 27 giorni dal via ai Giochi. Simico, la società infrastrutture di Milano Cortina, esprime “le più profonde e sentite condoglianze”, precisando che “si tratta di un cantiere che non è di propria competenza” e che “come tutti, attende che gli organi competenti svolgano le necessarie indagini”. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, “profondamente addolorato per la morte del vigilante”, fa sapere di avere “chiesto informazioni dettagliate sull’accaduto, con particolare riferimento al contratto e alle sue mansioni” e “coglie l’occasione per ribadire che la sicurezza sul lavoro è una priorità, da preferire ad ogni altro aspetto compresa la velocizzazione di alcune opere”.

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