
FIRENZE – La Procura di Firenze ha indagato tre persone e chiesto un incidente probatorio sul malore che provocò la morte di Mattia Giani, calciatore morto a 26 anni nel corso della partita valida per il campionato di Eccellenza tra Lanciotto Campi Bisenzio e Castelfiorentino. Giani, secondo i consulenti del Pm, era affetto dalla stessa rara patologia cardiaca che portò al decesso di Davide Astori.
La Procura ha indagato per omicidio colposo, come atto dovuto in vista della super perizia richiesta, due medici e un rappresentante della società che ospitò la partita. Al momento del malore i genitori di Mattia erano sugli spalti insieme alla fidanzata del calciatore, col padre di Giani che fin da subito lamentò l’assenza di medici e di ambulanze a bordocampo per quella gara e di come il massaggio cardiaco al figlio fu fatto dal massaggiatore della squadra, e che nessuno seppe usare il defibrillatore che qualcuno portò in campo pochi istanti dopo.
Da stabilire pertanto se si sarebbe potuto salvare con controlli più approfonditi e se il mancato uso del defibrillatore in campo possa aver influito sulla sua morte. Giani morì sul terreno di gioco dello stadio di Campi Bisenzio il 14 aprile 2024 per le conseguenze di un malore.
La Procura di Firenze, spiega la Repubblica nell’edizione di Firenze, si è soffermata in termini di indagini sul fronte medico della vicenda, affidando una consulenza che ha poi accertato come conseguenza della morte la cardiomiopatia aritmogena di cui soffriva Giani.
Così come era avvenuto per la morte di Astori proprio i consulenti della Procura non hanno indicato in modo inequivocabile un rapporto causa effetto tra le presunte omissioni e il malore, cosa sostenuta dai consulenti della famiglia Giani. L’incidente probatorio servirà a capire e a dare una risposta definitiva sulla complessiva vicenda giudiziaria.





