
FIRENZE – “L’assessore alla cultura Cristina Manetti non percorse, il 13 ottobre 2025, la corsia d’emergenza sull’Autostrada A11, dove fu fermata e poi sanzionata dalla Polizia Stradale, ma una corsia d’accelerazione con linea tratteggiata”.
L’ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, rispondendo, a metà del pomeriggio di oggi, 2 dicembre 2025, in Consiglio ad una interrogazione fatta dalla consigliera regionale Chiara La Porta in merito ad una episodio che vide coinvolta la stessa Manetti e per cui fu multata e sanzionata con una sospensione della patente.
“Il dato di fondo è che è stata pagata la multa, sono stati sanzionati 10 punti dalla patente, e per due mesi la dottoressa Manetti non userà la macchina – ha spiegato Giani- Cosa c’è altro da dire, sinceramente, non so, se non una considerazione per la quale io vedo molta strumentalizzazione politica su una semplice infrazione stradale”.
Rivolgendosi poi ai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Giani ha spiegato:” La vostra interrogazione ha come oggetto l’impiego della corsia d’emergenza da parte della dottoressa Manetti. Nella risposta della sottosegretaria agli Interni, Ferro, alla vostra interrogazione lei ci dice che ‘circolava lungo la carreggiata est dell’A11, provenendo dalla barriera di Firenze Ovest, giunta all’altezza della corsia di accelerazione dello svincolo di Sesto Fiorentino, lasciava la carreggiata principale, percorreva la corsia di accelerazione per poi rientrare nella carreggiata principale’”.
Ancora Giani: “La corsia di accelerazione è la corsia dell’Osmannoro, dove si entra nell’autostrada per arrivare a Firenze Peretola, e c’è una linea tratteggiata. Il titolo della vostra interrogazione è ‘corsia d’emergenza’, cosa totalmente diversa, ovvero una linea continua che garantisce lo stazionamento dei veicoli d’emergenza. Perché questa palese, chiara, evidente difformità fra l’illustrazione della vostra sottosegretaria e contemporaneamente quello che è il testo base della vostra interrogazione? È comprensibile, si capisce subito, si vuol montare un caso su elementi che sono difformi da quelli che vi sono stati offerti. È evidente, palese, il tentativo di gonfiare il caso”.
Sulla richiesta di eventuali referti nel cosiddetto ‘caso Manetti’, “il codice della privacy dice che sono dati sensibili e, di conseguenza, non sono nella nostra disponibilità”, al mio arrivo sul posto “ho visto una persona che non stava bene e un’ambulanza”.
Quanto poi al colloquio con il prefetto di Firenze, Francesca Ferrandino, il governatore ha spiegato: “Col prefetto ho un’ordinaria consultazione che nei giorni precedenti mi aveva portato ad avere dei contatti. Quel giorno, il lunedì del voto in cui è finito l’impegno elettorale” “mi sono recato per interloquire su questioni di ordinaria consultazione”.
NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO





