
FIRENZE – Colpo di scena nelle indagini sull’omicidio di Gabriele Citrano, il 33enne ucciso il 27 febbraio 2026 in uno scontro a coltellate fra più persone dentro un appartamento in via Reginaldo Giuliani, pare per un credito di droga da 2.000 euro che lui stesso aveva la pretesa di riscuotere.
Accertamenti dei carabinieri, secondo quanto emerge, sarebbero in corso su una donna che avrebbe fatto da “esca” per indurre il debitore dei 2.000 euro – che dalle dichiarazioni incrociate risulta il viareggino Antonio Corvino, 31enne – a uscire allo scoperto. La figura femminile, secondo una ultima ricostruzione, lo avrebbe convinto con un pretesto a raggiungerla nei pressi della stazione di Rifredi. Corvino era sparito. Citrano e il suo amico convivente Giacomo Mancini, 52 anni, abitante a Pisa, non sapevano più dove fosse, non lo trovavano per riscuotere i 2.000 euro. Così all’appuntamento ottenuto dalla donna – la cui posizione nel fascicolo non è nota – c’erano anche loro. Corvino è fuggito verso l’abitazione di via Giuliani dove la sera prima aveva cenato con un romeno ed altre persone, fra cui un altro arrestato con l’accusa di omicidio, ossia il fiorentino Gabriele Atzeni, 34 anni, coinvolto nella rissa.
Invece un altro uomo era uscito dopo il pasto ed è rincasato ore dopo, quasi all’alba scoprendo che c’era stato lo scontro nell’appartamento di circa 50 metri quadri. I carabinieri hanno sequestrato tre mazze da baseball, due nell’auto di Citrano, una impugnata prima di morire da lui stesso mentre con l’altra mano brandiva un coltello. Sotto sequestro altri due coltelli e forbici, lame in possesso degli indagati nella rissa.
Intanto la procura di Firenze ha conferito l’incarico al medico legale Susanna Gamba per l’autopsia su Gabriele Citrano, La consulente della procura ha 90 giorni di tempo per la relazione. L’autopsia è in programma domani, 4 marzo 2026, all’istituto di Medicina Legale a Careggi. Alla dottoressa Gamba è richiesto, tra l’altro, di verificare la causa della morte, la compatibilità delle lesioni con le armi da taglio o con i colpi di mazza. I tre uomini arrestati per l’omicidio di Citrano sono in carcere; all’interrogatorio di garanzia si sono avvalsi tutti della facoltà di non rispondere.
I gravi indizi di colpevolezza e il pericolo, grave e concreto, che possano commettere altri reati di rissa e omicidio hanno convinto il gip di Firenze, Gianluca Mancuso a mantenere agli arresti i tre indagati per la morte di Gabriele Citrano. Il gip ha ordinato il carcere per Daniele Atzeni (e non Gabriele Atzeni come scritto in precedenza), 34 anni di Firenze, e Antonio Corvino, 31 anni originario di Barga ma domiciliato a Viareggio. Lo stesso gip, diversamente da quanto scritto in precedenza, ha invece deciso, per motivi di salute, gli arresti ai domiciliari a Lucca per Giacomo Mancini, 52 anni, amico di Citrano. Alla base risulta la pretesa riscossione da Corvino di un debito di droga da 1.500 euro (e non 2.000 come detto finora). Il gip ha convalidato l’arresto dei tre indagati trovati dai carabinieri nell’appartamento dove c’era rissa e si svolgeva l’omicidio. Nell’ordinanza il giudice Mancuso rileva la pericolosità dei soggetti indagati al punto che, se rimessi in libertà, potrebbero commettere altri delitti, avendo dimostrato di aver organizzato una spedizione punitiva e di agire con brutalità.
Per il gip, gli indagati sono coinvolti nello smercio di droghe e nel consumo così da innescare un’incontrollata aggressività all’origine dei comportamenti delittuosi. Per il giudice c’è il rischio che per il contesto sociale frequentato, con incontri promiscui e uso di stupefacenti, gli indagati possano ripetere delitti simili. I carabinieri quando sono entrati nell’alloggio hanno trovato Citrano steso su un divano mentre Atzeni, sopra di lui, lo accoltellava con più fendenti; Corvino aveva un coltello con cui colpiva, anche lui, Citrano. Mancini era nella casa ferito e sanguinante. I militari hanno fermato Atzeni a fatica minacciandolo con pistole e Taser. Citrano e Mancini erano partiti da Pisa con due amici – un infermiere del soccorso e una donna. Dopo una tappa al cimitero di Livorno dove la donna avrebbe ricevuto soldi da uno sconosciuto, sono andati tutti in auto a Firenze. Nel viaggio Citrano avrebbe manifestato la volontà di “farla pagare” a Corvino.





