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Omicidio Chiara Poggi, Garlasco: “Dna compatibile con Sempio”.Ma dubbi sull’origine

Omicidio Chiara Poggi, Garlasco: “Dna compatibile con Sempio”.Ma dubbi sull’origine

Chiara Poggi, massacrata il 13 agosto 2007

PAVIA – Il Dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi è riconducibile alla linea paterna di Andrea Sempio, ma “l’analisi del cromosoma Y non consente di addivenire a un esito di identificazione di un singolo soggetto”.

Sono le conclusioni della perita Denise Albani per l’incidente probatorio che vede indagato Andrea Sempio per l’omicidio in concorso della ventiseienne di Garlasco. Così nella perizia depositata nell’incidente probatorio sul caso Garlasco, come anticipata dal Tg1.

Sul Dna maschile, misto e parziale, trovato sulle unghie di Chiara Poggi sono state quindi riscontrate “rilevanti criticità”. Lo mette nero su bianco la genetista Denise Albani nella sua relazione conclusiva dell’incidente probatorio che vede indagato Andrea Sempio per il delitto (in concorso) avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco.

Le premesse sono chiare: l’analisi del cromosoma Y “non è, per sua stessa natura, identificativa” dunque la compatibilità è con la linea paterna di Andrea Sempio. Soprattutto, si legge nella relazione, “non è possibile rispondere con metodi validati, dati solidi e rigore scientifico a domande quali ‘Come’ – ‘Quando’ e ‘Perché’ un determinato materiale biologico è stato depositato su una superficie” dunque “indicazioni di contaminazione ambientale, trasferimento per contatto diretto o trasferimento secondario mediato da un oggetto sono suggestive e tali restano se non inquadrate in un contesto informativo più ampio e senza la disponibilità di dati scientifici granitici”.

La perizia è un approfondimento che è stato svolto sulla carta poiché i margini ungueali sono stati interamente consumati, con il consenso delle parti – la difesa del condannato Alberto Stasi e dei legali della famiglia di Chiara Poggi – dall’esperto Francesco De Stefano che ha svolto la perizia nel 2014 quando era in corso il processo d’appello bis e nell’indagine non esisteva l’attuale indagato. Una procedura che ora, su fronte scientifico, presenta il conto.

“In assenza di dati sulla concentrazione del Dna totale umano e maschile e avendo il professor De Stefano impostato le sessioni analitiche di tipizzazione del cromosoma Y partendo da diversi volumi di eluato, questo perito – scrive Denise Albani – ritiene che non sia possibile considerare le tre sessioni di tipizzazione Y relative a ciascun margine ungueale come repliche ma è opportuno prenderle in considerazione come risultanze indipendenti, con il limite oggettivo di non possedere alcun risultato consolidato e di non poter estrapolare alcun profilo consenso”.

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