
L’AQUILA – Dovrà ricominciare da capo il processo per l’uccisione dell’Orsa Amarena, esemplare simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise barbaramente ucciso nell’estate del 2023. L’udienza fissata per oggi, 19 gennaio 2026, nel procedimento a carico di Andrea Leombruni presso i Tribunale di Avezzano (L’Aquila) non si è infatti potuta celebrare, essendo stata subito bloccata per un intoppo di natura burocratico-procedurale, che ha impedito di entrare nel merito del processo.
A causa di un vizio riscontrato, il giudice ha disposto che il procedimento riparta integralmente da capo, annullando di fatto quanto già svolto nelle precedenti fasi e costringendo le parti civili, già costituite, a presentare di nuovo l’istanza di ammissione. Il Wwf Italia che si è costituito parte civile ha commentato la decisione del giudice arlando di “un esito che assume i contorni di un Gioco dell’Oca giudiziario, in cui ogni avanzamento viene azzerato, mentre il tempo continua inesorabilmente a scorrere”.
“A quasi tre anni dai fatti, questa situazione rende concreto e serio il rischio di prescrizione, compromettendo la possibilità di arrivare a una decisione di merito per un episodio di straordinaria gravità: l’uccisione di Amarena mentre si trovava insieme ai suoi due cuccioli, un atto che ha portato non solo all’ingiustificabile perdita di un singolo individuo, ma che potrà avere gravi ripercussioni anche sulle prospettive di sopravvivenza della già fragile sottospecie appenninica”, ha commentato Filomena Ricci, delegata Wwf Abruzzo che ha espresso profonda preoccupazione. “I crimini contro gli animali selvatici continuano a scontare gravi criticità in termini di effettività della tutela e certezza della pena ed è forte il senso di impunità, anche quando si tratta dell’uccisione illegale di uno degli animali più simbolici e vulnerabili del patrimonio naturale italiano. – ha aggiunto – L’orsa Amarena non era soltanto un animale protetto: era un simbolo concreto di convivenza possibile tra uomo e fauna selvatica, seguito e conosciuto ben oltre i confini del territorio abruzzese. L’assenza di una risposta giudiziaria tempestiva ed efficace rischia di trasmettere un messaggio devastante: che anche l’uccisione di un orso bruno marsicano, avvenuta per di più in presenza dei suoi cuccioli, possa rimanere senza giustizia”. Entro maggio 2026 l’Italia dovrà recepire la Direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente che impone agli stati di rendere efficaci, proporzionate e dissuasive le misure a tutela dell’ambiente, inclusi gli animali selvatici.
“Il Wwf chiede con forza che il Governo colga questa fondamentale occasione per garantire il diritto alla giustizia, nel rispetto delle garanzie processuali ma anche della funzione costituzionale di tutela dell’ambiente e della biodiversità, per evitare che la protezione della fauna selvatica rischi di restare solo una enunciazione di principio priva di reali conseguenze”, ha concluso Ricci.
ENPA – Anche Enpa resta parte civile nel procedimento, insieme ad altre 47 associazioni, e conferma il proprio impegno affinché venga fatta piena luce sull’uccisione di Amarena. “La richiesta di giustizia per Amarena, per i suoi cuccioli e per tutta la popolazione degli Orsi Marsicani non si arresta davanti a un rinvio per motivi procedurali. Continueremo a seguire ogni passaggio con attenzione e determinazione, come facciamo da sempre per la tutela dei plantigradi e del patrimonio naturale del nostro Paese”, dichiara Annamaria Procacci, responsabile Fauna Selvatica Enpa. “Amarena, i suoi piccoli e tutta la popolazione degli Orsi Marsicani meritano giustizia. Per questo Enpa è in prima linea, come lo è da sempre per tutti i plantigradi e per la fauna selvatica del nostro Paese. L’uccisione di una madre orsa, particolarmente importante perché prolifica e attenta nell’accudimento della prole, rappresenta un fatto gravissimo: pochissimi sono infatti gli esemplari di questa sottospecie preziosa a livello mondiale. Ma giustizia la meritano anche tutti quegli italiani che credono nel rispetto e nella convivenza con le altre forme di vita.





