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Pd: Marianna Madia lascia il partito e va in Italia Viva con Renzi. Dissenso anche in politica estera

Pd: Marianna Madia lascia il partito e va in Italia Viva con Renzi. Dissenso anche in politica estera

Marianna Madia (Foto d’archivio)

ROMA – Lascia il Pd e va in Italia Viva con Renzi. La deputata ed ex ministra Marianna Madia lascerà il Pd. È quanto si apprende da fonti parlamentari. Madia, come detto, dovrebbe approdare da indipendente al gruppo parlamentare di Italia Viva.

Ha 46 anni, è deputata dal 2008. Dal 2014 al 2018 è stata ministra per la Semplificazione e la Pa nei governi Renzi e Gentiloni. Nel 2018 è stata anche portavoce del Pd. Marianna Madia entra in politica nel 2008, a 28 anni, quando viene scelta come capolista Pd nella circoscrizione Lazio 1 da Walter Veltroni. “Io non sapevo che la mia straordinaria inesperienza fosse funzionale a questa occasione”: sono le parole con le quali si presenta ai giornalisti nella sede Dem il giorno dopo l’annuncio della sua candidatura.

Nata nel 1980, si diploma al liceo francese e si laurea in Scienze politiche a Roma con una tesi in economia del lavoro. Madia collabora negli anni con Arel, l’Agenzia di ricerche e legislazione fondata da Nino Andreatta e promossa da Enrico Letta, ed entra poi a far parte del Comitato direttivo. La sua presenza alla Camera viene confermata nel 2013 dopo aver ottenuto circa 5.000 preferenze alle primarie del Pd.

Responsabile per il lavoro nella segreteria del partito a guida Matteo Renzi, diventa ministra della Pubblica amministrazione e della semplificazione del primo governo Renzi. Giura il 22 febbraio, salendo al Quirinale col pancione. Caduto l’esecutivo, il 12 dicembre 2016 viene confermata ministra della Pubblica amministrazione da Paolo Gentiloni.

Sono anni in cui si occupa di riformare la P.a, con l’obiettivo di semplificare procedure, digitalizzare, riorganizzare le partecipate e modernizzare il pubblico impiego. Tra le misure più note, quelle legate alle procedure accelerate e alle sanzioni contro i “furbetti del cartellino”.

Lasciato il ruolo al governo, negli anni successivi continua il suo impegno in Parlamento: è spesso al centro di polemiche con i colleghi e le colleghe del partito (al congresso vinto da Elly Schlein appoggia Bonaccini) e negli ultimi anni all’interno del partito si posiziona nell’area riformista, contestando in diverse occasioni le scelte sui temi del lavoro.

Infine, la distanza dal Pd si è consumata anche sul terreno della politica estera: a marzo, infatti, la deputata ha sottoscritto la risoluzione sull’Iran di Iv Azione e Più Europa. Ultimamente si occupa molto di social e minori, portando avanti una battaglia trasversale affinché sia stabilita un’età minima per l’accesso alle piattaforme.

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