
PRATO – Per aver assunto cittadini stranieri senza permesso di soggiorno, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Prato ha disposto il divieto temporaneo di esercizio dell’attività imprenditoriale per la durata di sette mesi nei confronti di un imprenditore cinese, titolare di una ditta individuale di confezionamento di capi di abbigliamento con sede a Prato.
Il provvedimento cautelare interdittivo, richiesto dalla Procura, scaturisce da un’indagine che ha accertato l’assunzione di quattro lavoratori privi di permesso di soggiorno, aggravata dall’averli sottoposti a condizioni di particolare sfruttamento lavorativo. Secondo quanto emerso, i lavoratori non sarebbero stati sottoposti alla formazione obbligatoria né alle visite mediche previste dalla normativa vigente.
Inoltre, l’imprenditore non avrebbe provveduto alla nomina del medico competente aziendale, in violazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Gli accertamenti, spiega un comunicato del procuratore Luca Tescaroli, hanno inoltre evidenziato condizioni alloggiative degradanti: i lavoratori erano ospitati in un dormitorio ricavato al piano superiore dello stesso edificio in cui si svolgeva l’attività produttiva.
Oltre alla misura interdittiva personale, il giudice ha disposto anche la sospensione dell’attività dell’impresa, avendo impiegato un numero di lavoratori ”in nero” superiore al 10% di quelli presenti al momento dell’accesso ispettivo.
Le indagini sono state condotte con il contributo del Nucleo Ispettorato del Lavoro dei carabinieri di Prato, del comando provinciale dei carabinieri e dell’Ispettorato territoriale del lavoro. Intanto, su impulso della Procura, come precisa lo stesso Tescaroli, è stato disposto un significativo potenziamento dell’organico del nucleo carabinieri dell’Ispettorato del lavoro di Prato, che passerà dalle sei unità attualmente previste a dodici, in attuazione del decreto legge n. 159 del 31 ottobre 2025. Un rafforzamento che, sottolinea la Procura, testimonia l’attenzione delle istituzioni di fronte alla persistente emergenza legata allo sfruttamento lavorativo nel distretto pratese.





