
PRATO – Il Tribunale di Prato ha condannato a 5 anni di reclusione e 20mila euro di multa il cittadino
cinese Bobo Jiang, 39 anni, giudicato con rito abbreviato, per l’evasione dell’11 luglio 2025 e per reati legati all’acquisto e alla detenzione di sostanze stupefacenti.
Nello stesso procedimento è stata condannata anche la moglie dell’uomo, alla quale sono stati inflitti
due anni e otto mesi di reclusione e una multa superiore agli 11mila euro. Per Jiang non si tratta della prima condanna. Pochi mesi fa, infatti, il Tribunale di Prato lo aveva già condannato a ulteriori tre
anni e sei mesi di reclusione per fatti riguardanti il traffico di stupefacenti.
La vicenda che ha portato alla nuova condanna è iniziata l’11 luglio 2025, quando Jiang, arrestato dalla polizia e trattenuto negli uffici della Questura di Prato, riuscì a liberarsi dalle manette di sicurezza e a fuggire, eludendo la sorveglianza. La fuga terminò quasi due mesi dopo, il primo settembre, a Barcellona, dove l’uomo venne arrestato dalla polizia spagnola. Su di lui pendevano due mandati di arresto
europeo emessi dall’autorità giudiziaria di Prato.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Prato, hanno ricostruito passo dopo passo gli spostamenti del latitante attraverso diversi Paesi europei. Dopo aver lasciato l’Italia, Jiang sarebbe
passato dal Belgio alla Spagna, per poi tornare nuovamente in Belgio e successivamente dirigersi in Francia, tra Perpignan e Le Boulou. Infine il ritorno in Spagna e l’arrivo a Barcellona, dove la sua
latitanza si concluse.
L’inchiesta ha coinvolto la Squadra Mobile di Prato, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e la
Sisco di Firenze, con il supporto della Polizia nazionale spagnola e delle autorità belghe. Fondamentale, secondo gli investigatori, anche la cooperazione internazionale attivata attraverso Eurojust e il
Servizio per la cooperazione internazionale di polizia.





