MILANO – Youssef Siher, il ricercatore 30enne italiano di seconda generazione ritenuto la ‘mente’ del
Movimento 17 ottobre legato agli scontri avvenuti nel centro del capoluogo lombardo, fermato ieri sera, 24 ottobre 2026, su disposizione della Procura di Milano, deve rispondere anche di terrorismo.
Al 30enne, trasferito dalla Questura in carcere, è stato contestato oltre all’istigazione a commettere reati attraverso i social (avrebbe fatto apologia di uno o più reati) e alla “violenza organizzata” prevista dal decreto sicurezza appena entrato in vigore, anche il terrorismo in base all’articolo 270 bis, comma 1, che
stabilisce che “chiunque promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico è punito con la reclusione da sette a quindici anni”.





