
ROMA – Giorgia Meloni intervistata da un Bruno Vespa malconcio per una caduta. Prima di tutto precisa che la richiesta di Mattarella a non creare ghetti a scuola non è un attacco alla proosta di evitare la concentrazione di stranieri nellla stessa classe. Poi parla del deficit non annullato per uno zero virgola.
Ed ecco quello che ha detto:”Mi rammarica anche perché nella stessa giornata in cui l’Istat dice che siamo a 3,08 dice anche che rivede le stime della crescita del 2024. E’ accaduto ogni anno che dopo un anno sono state riviste in crescita, non so se l’Istat sottostima italiani o il governo e questo mi dispiace, non vorrei che succedesse anche fra tre anni”.
“Non credo che il Presidente della Repubblica abbia paura delle classi ghetto: ho letto questa interpretazione prevalente” che ha letto le sue parole “per contestare l’iniziativa del governo ma personalmente non la leggo così, perché il presidente della Repubblica dice che la scuola deve superare i ghetti, non creare ghetti” e in questa direzione va la volontà di creare “classi più equilibrate”, ha aggiunto Meloni a Cinque minuti precisando che il tetto del 30% riguarda i ragazzi stranieri “che non parlano la nostra lingua”.
“Quando il presidente della Repubblica era ministro dell’Istruzione redigeva circolari che invitavano a non concentrare ragazzi stranieri nella stessa classe, è una misura di buonsenso. Mi pare sia giusto portarla avanti”, ha aggiunto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ospite di Cinque minuti.
Le norme sul burqa a scuola “sono di buonsenso, servono anche per un fatto di sicurezza, devo segnalare a chi oggi si sta stracciando le vesti che provvedimenti simili esistono anche in paesi a maggioranza islamica. Mi pare una misura di buonsenso che non ha a che fare con la discriminazione”.





