BELGRADO (SERBIA) – Gli studenti serbi hanno spodestato il potentissimo Aleksandar Vucic. Che ha ammesso la sconfitta. Per oltre un anno ai residenti di Belgrado è stato impedito di accedere a uno dei parchi più importanti della città, occupato da una folla di sostenitori d Vucic, incaricata di intimidire e, talvolta aggredire, i membri del movimento studentesco antigovernativo.
Ma dopo che domenica sera la Lista degli studenti ha incassato una vittoria storica alle elezioni parlamentari, i giovani in festa hanno invaso le strade della capitale e abbattuto le transenne che circondavano l’accampamento, noto come ‘Caciland’. La vittoria del movimento di opposizione guidato dagli studenti, che per due anni ha protestato contro l’esecutivo, ha segnato un cambiamento politico epocale nel Paese balcanico dove Vucic, che ha ricevuto l’appoggio del presidente russo Vladimir Putin, ha governato con un potere pressoché assoluto per 14 anni.
“È chiaro che abbiamo perso e che la Lista degli studenti ha vinto”, ha detto il leader populista ai suoi sostenitori, parlando prima della diffusione dei dati ufficiali. Vucic ha attribuito la sconfitta ai media indipendenti serbi, nonché a presunte interferenze di non meglio specificati paesi europei e di un “deep state americano”. Il suo partito, il Partito progressista serbo (Sns), ha ottenuto circa 1,7 milioni di voti, contro i circa 2,2 milioni della Lista degli studenti.
“Questa è una vittoria sulla paura, non è un trofeo di nessuno, è una vittoria dei cittadini. Ma la vittoria comporta delle responsabilità”, ha rimarcato Radomir Sacic, candidato della Lista degli studenti. Il movimento giovanile serbo si trova ora ad affrontare il difficile compito di ricostruire democrazia e istituzioni. La Lista degli studenti comprende diversi esperti nei rispettivi settori, ma con poca o nessuna esperienza in politica o negli incarichi pubblici. E il nome del futuro primo ministro non è ancora chiaro, mentre circolano voci sui possibili candidati, come il cardiologo Ilija Srdanovic.
“Oggi festeggiamo, ma domani comincia il lavoro”, ha ammesso Saicic. Il successo del movimento dipenderà da come verrà attuato il processo di riforma. È probabile che i fedelissimi di Vucic, insediati negli anni all’interno dei servizi di sicurezza, insieme a una macchina propagandistica ben organizzata, cerchino di ostacolare questo tentativo. Domenica l’ex presidente ha annunciato che avrebbe condotto una battaglia dall’opposizione contro il nuovo esecutivo. Intanto però i sostenitori della Lista degli studenti si sono goduti la vittoria, sfilando per le vie di Belgrado, suonando i clacson e scandendo slogan come ‘Aleksandar se n’è andato’.
Un gruppo di giovani è stato visto lanciare pietre contro una colonna di auto della polizia e veicoli antisommossa in ritirata. Vucic il mese scorso si era dimesso dalla presidenza per candidarsi alle elezioni parlamentari e assumere l’incarico di premier. La sua popolarità è nettamente diminuita dopo che nel 2024 sedici persone hanno perso la vita a causa del crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad. L’evento ha scatenato un’ondata di proteste da parte dei giovani, che hanno attribuito l’incidente alla corruzione dilagante. In campagna elettorale gli studenti hanno cercato di mobilitare gli elettori disillusi, percorrendo il Paese in bicicletta e a piedi per raggiungere le zone rurali, tradizionali roccaforti di Vucic.
Le istituzioni europee hanno salutato con favore la vittoria degli studenti, mentre la Serbia punta a entrare nell’Ue. “Il popolo serbo si è recato alle urne in numero record per plasmare il futuro del proprio paese”, “siamo pronti a sostenere le riforme in materia di stato di diritto, libertà di stampa, lotta alla corruzione e solide istituzioni democratiche, e a collaborare per promuovere il futuro della Serbia nell’Unione europea”, ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.
“Il Parlamento europeo resta impegnato a sostenere il processo di riforme in Serbia, nel suo percorso verso l’Europa”, le ha fatto eco la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola. Dello stesso avviso il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha rimarcato l’importanza che la Serbia “continui il percorso di adesione all’Ue”. Il Cremlino, intanto, dopo la sconfitta del suo alleato, ha affermato di sperare in una “collaborazione” con la nuova forza politica al potere.





