
VENEZIA – Dopo tre anni di sperimentazione sul campo, il sistema di regolamentazione degli arrivi nella laguna si prepara a cambiare radicalmente veste. A partire dal 2027, il contributo d’accesso per i visitatori giornalieri è destinato a diventare una misura strutturale che prevederà un aumento delle tariffe (si parla addirittura di 30 euro al giorno per ogni ingresso) e un possibile allargamento del calendario di applicazione ai mesi di marzo e settembre. Ad annunciarlo l’assessore al Bilancio, tributi e società partecipate di Venezia, Michele Zuin, in un’intervista al Gazzettino.
La misura viene osservata con interesse da quasi tutte le grandi città d’arte. Anche Firenze, in passato, aveva mostrato attenzione al ticket d’ingresso. C’è una parte di città che vedrebbe di buon occhio il “biglietto d’ingresso”, capace di allentare la morsa turistica e aumentare il gettito nelle casse pubbliche, almeno per ripagare le spese provocate dal turismo mordi e fuggi.
Ma torniamo a Venezia. Secondo Zuin, le attuali quote da 5 e 10 euro vanno superate perché ritenute ormai inefficaci come deterrente per il turismo “mordi e fuggi”. L’obiettivo dell’amministrazione non è generare nuovo gettito fiscale, ma arginare i flussi nei giorni più critici sul calendario. “La richiesta al governo di avere un contributo d’accesso più pesante non è per far cassa”, ha spiegato Zuin al Gazzettino. “La questione è questa: ci rendiamo conto che i 5-10 euro attuali sono ormai alla portata di tutti; il rischio è che non abbiano quell’effetto-disincentivo che questa misura dovrebbe avere”.
A quanto ammonterà, dunque, la nuova cifra? “Si era arrivati a parlare anche di 50 euro, ma potrebbero magari essere 30”, ha continuato Zuin. “L’importante è lo spirito: perché se l’obiettivo è quello di disincentivare il turista giornaliero e chi è venuto a Venezia già tante volte e vorrebbe raggiungerla, per ipotesi, il primo maggio, ecco che un contributo più alto farebbe propendere per una gita fuori porta altrove”.





