Poste Italiane chiude il 2025 con risultati preliminari ai massimi storici e aggiorna al rialzo le prospettive per il 2026. Il gruppo ha registrato ricavi consolidati pari a 13,1 miliardi di euro, in crescita del 4,2% su base annua, sostenuti dalla solida performance commerciale nei prodotti di risparmio e investimento, dai rendimenti del portafoglio finanziario e dal contributo di tutte le principali aree di business.
Il risultato operativo (Ebit) adjusted raggiunge 3,24 miliardi di euro, in aumento del 9,6% rispetto all’anno precedente e livello più alto mai registrato dalla società. L’utile netto si attesta a 2,22 miliardi di euro, in crescita del 10,3%, in linea con la guidance aggiornata e in anticipo rispetto agli obiettivi fissati dal piano industriale 2024-2028.
Nel dettaglio, i ricavi da corrispondenza, pacchi e distribuzione salgono a 3,9 miliardi di euro (+2,7%), con 349 milioni di pacchi consegnati nel corso dell’anno, confermando la leadership del gruppo nel settore. I servizi finanziari generano ricavi per 5,7 miliardi (+2,9%), mentre i servizi assicurativi raggiungono 1,8 miliardi (+11,3%), sostenuti sia dal comparto Vita sia dal segmento Protezione, i cui premi lordi crescono del 21% a 1,2 miliardi. I servizi Postepay registrano ricavi per 1,7 miliardi (+5,1%) e superano il milione di clienti nell’offerta energia.
I costi totali si mantengono sostanzialmente stabili a 10,8 miliardi di euro (-0,1%), nonostante l’incremento degli investimenti legati alla trasformazione del gruppo. Le attività finanziarie investite dei clienti raggiungono 600 miliardi di euro, con una raccolta netta positiva di 2,5 miliardi nei prodotti di investimento. Solida anche la posizione patrimoniale: BancoPosta presenta un Total Capital Ratio del 23,1% (CET1 al 19,8%) e il gruppo assicurativo un Solvency II ratio del 304%.
Il Consiglio proporrà un dividendo di 1,25 euro per azione per l’esercizio 2025, in crescita del 16%, per una distribuzione complessiva di 1,6 miliardi di euro e un payout ratio del 73%. Il saldo di 0,85 euro per azione sarà pagato a giugno 2026.
Per il 2026, il gruppo prevede ricavi pari a 13,5 miliardi di euro, un Ebit adjusted superiore a 3,3 miliardi e un utile netto di 2,3 miliardi, al netto della partecipazione in TIM, di cui detiene il 27,3% come azionista strategico di lungo termine. La politica dei dividendi viene rafforzata con un payout superiore al 70% sull’utile netto, oltre al pass-through del dividendo TIM su base cash-for-cash. Il nuovo piano pluriennale sarà presentato entro la fine del 2026.





