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Riciclaggio e frodi fiscali, a Brescia 500 trasferimenti illeciti per 1mln di euro

Riciclaggio e frodi fiscali, a Brescia 500 trasferimenti illeciti per 1mln di euro

BRESCIA (ITALPRESS) – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia hanno concluso due importanti operazioni per intercettare fondi di origine illecita in grado di inquinare l’economia legale, individuando oltre 500 operazioni illecite per un ammontare di circa un milione di euro e oltre 9 milioni di euro di somme trasferite in contanti sopra la soglia normativamente prevista. In un primo contesto, scrivono i finanzieri in una nota, i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Brescia hanno concluso un controllo ispettivo nei confronti di un operatore attivo nel settore dei servizi di pagamento (money transfer) che avrebbe effettuato trasferimenti di denaro fuori dall’ordinario circuito bancario.
L’intervento eseguito ha consentito di individuare una sistematica condotta per aggirare i presidi di legge previsti per il trasferimento di denaro contante. L’attività illecita sarebbe stata condotta attraverso “la tecnica del cosiddetto “smurfing” (frazionamento), che l’agente controllato ha operato attraverso plurimi trasferimenti di fondi suddividendoli in più operazioni sotto-soglia e avvalendosi di diversi canali finanziari, al fine di eludere i controlli e le limitazioniche impongono trasferimenti effettuati tramite agenzie, entro il limite massimo di 1.000 euro”. Complessivamente, sono state ricostruite oltre 500 operazioni sospette anomale, veicolate attraverso diversi istituti di pagamento, per un valore totale di circa 1 milione di euro e destinate principalmente verso paesi asiatici.
Nella medesima attività, i finanzieri hanno accertato reiterate carenze nelle procedure di “adeguata verifica della clientela, in quanto l’agente ha ripetutamente omesso la corretta identificazione del titolare effettivo del trasferimento. Tale inosservanza comporta la contestazione di sanzioni amministrative fino a un massimo di 70 mila euro”. Nell’ambito di un secondo contesto, sviluppato dalla Compagnia di Rovato, è stato invece scoperto un collaudato meccanismo di “frode fiscale e riciclaggio che si è concretizzato nell’esecuzione di 35 interventi finalizzati a verbalizzare numerose condotte emerse in merito al trasferimento sopra soglia di denaro contante”. In questo ambito è stata accertata la creazione e gestione di numerose società operanti nel settore edile, che “hanno emesso fatture per operazioni inesistenti pari a oltre 250 milioni di euro, connesse – in alcuni casi – anche a fenomeni di interposizione fittizia di manodopera”. E’ stato così ricostruito “un sistema di riciclaggio per oltre 96 milioni di euro, realizzato attraverso lo schema dell’«underground banking» che comporta la circolazione di rilevanti quantitativi di denaro contante tramite canali non ufficiali”. Lo schema in parola, infatti, prevede la sistematica veicolazione all’estero dei pagamenti ricevuti a fronte delle fatture per operazioni inesistenti emesse. Le somme veicolate sono, poi, sistematicamente monetizzate e rimesse in Italia sotto forma di denaro contante per tramite di una rete di intermediari” e “corrieri di valuta”, determinando, così, una continua violazione dei presidi anti-riciclaggio vigenti previsti sulla limitazione all’uso del denaro contante. Pertanto, le successive attività ispettive hanno consentito di verbalizzare 25 soggetti, individuando somme oggetto di indebito trasferimento per un valore complessivo superiore ai 9 milioni di euro.

– Foto Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

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