
L’ultimo giorno di mercato vai in archivio: alla Fiorentina è arrivato Pedro Goncalves dallo Sporting Lisbona, esterno che ha il “vizio” del gol. Ceduti Gudmundsson alla Lazio, Mandragora al Torino e Nzola al Cagliari. Resta Dodò al quale verrà proposto un contratto-ponte fino a gennaio, quando potrà essere ceduto a una cifra che la Fiorentina possa accettare.
Tredici gli acquisti di Fabio Paratici: Pedro Goncalves, Beto, Gnonto e Njie gli ultimi arrivati. Preceduti da Atta, Mastantuono, Oulai, Joao Mario, Valdepenas, Dragusin, Pellegrino, Viery, Jimenez.
L’acquisto di Pedro Goncalves, secondo gli operatori di mercato, è il calciatore che alza decisamente il livello. E’ un esterno offensivo, ma capace di stringere al centro e trovare la porta. Con lo Sporting, squadra della quale è considerato già da molti tifosi una sorta leggenda, ha vinto 3 titoli portoghesi, 2 coppe di Lega, una coppa nazionale e due supercoppe. Con la maglia biancoverde ha giocato 239 partite e segnato 97 gol.
Morale? Il mercato di Paratici non può essere considerato insufficiente, ma ora resta da vedere se un gruppo di buoni calciatori, quasi tutti di qualità, riesce a formare una squadra. Fabio Grosso, finora, ha mandato in campo i calciatori ma non è riuscito a fare di loro una formazione da campionato. Chiedeva di giocare col 4-3-3 ma gli mancavano gli esterni? Paratici gli ha portato Gnonto, Njie e, appunto, il quotato Pedro Goncalves.
Ovvio che per costruire squadre nuove, amalgamarle e farle rendere al meglio serva tempo. Il problema è che Grosso non ne ha più molto. Due sconfitte secche, brucianti e umilianti – 0-4 con la Roma e 0-3 con il Frosinone – lo costringono a vincere contro il Torino, sabato 5 settembre al Franchi, e almeno a non perdere l’11 settembre a Venezia. E naturalmente dovrà indovinare una Fiorentina capace di opporsi validamente al Napoli il 20 settembre, di nuovo al Franchi.
Davanti, Beto e gli esterni dovrebbero dare quella spinta che serve per trovare quei gol che la Fiorentina non è riuscito a segnare nelle prime due giornate. A metà campo, Grosso dovrà scegliere il regista titolare: Fagioli non ha convinto. Oulai è un ragazzo capace, ma saprà essere il motore di una squadra fin qui inesistente? E Mastantuono? Gli esterni nuovi lo faranno andare in panchina mortificando il suo estro?
La difesa sembra il reparto più fragile. Dragusin si è lasciato superare in maniera inquietante. Pongracic e Ranieri non hanno saputo fare da saracinesca con lui. Viery dovrà essere provato. Ma bisognerà intervenire anche sugli esterni difensivi. Dodò non è mai stato efficace nel marcare l’uomo. Contro Malen si è lasciato giocare come un dilettante. Nemmeno Jimenez e Valdepenas hanno mostrato duttilità difensiva.
E allora? Grosso ha pochi giorni per inventarsi una difesa più robusta. Deve ricostruire, come si fa con una porta di casa appena scassinata. Immediatamente. Perchè non sarà possibile tollerare nuove incursioni devastanti. La qualità, ribadisco, la vedo. Tocca all’allenatore plasmare la squadra. Altrimenti, per lui, sarà difficile giustificare con Paratici, ma soprattutto con il presidente Commisso, che non ha lesinato investimenti, risultati nonmall’altezza del mercato.





