CORTONA (AREZZO) – Furto di vino per un valore complessivo di 5 milioni di euro dalle cantine di Marchesi Antinori a Cortona, la più grande azienda vinicola a conduzione familiare d’Italia.
Circa 30mila bottiglie rubate nella notte di domenica 4 ottobre 2026, tutte dell’annata 2023, tra cui 10.000 di Solaia. Lo rende noto il Financial Times. Si tratta del furto di vino con il più alto bottino avvenuto in Italia e sarebbe stato commesso da un gruppo di almeno 7 persone, riusciti a portar via un carico di Solaia, Tignanello e Guado al Tasso, costo da 120 a 300 euro a bottiglia. I ladri avrebbero disattivato l’impianto d’allarme, messo fuori uso le telecamere installate nella cantina e sarebbero entrati con due camion, sui quali avrebbero poi caricato le bottiglie.
Il furto è stato scoperto solo lunedì mattina , 5 ottobre, dai dipendenti dell’azienda. “È una banda sicuramente molto preparata – ha detto l’ad di Marchese Antinori, Renzo Cotarella-, forse la stessa che ha colpito altre cantine in Italia in questi ultimi mesi. Di sicuro un furto di una tale entità e di un tale valore non si è mai verificato in Italia”. Un bottino che potrebbe essere destinato a collezionisti o a proprietari di locali, ma che potrebbe comunque destare sospetti, specie per il Solaia, di cui si producono soltanto circa 60-70mila bottiglie all’anno. Dall’azienda informano che stanno avvisando i loro clienti di tutto il mondo affinché facciano attenzione “a offerte fuori dai canali ufficiali”.
AGGIORNAMENTO DELLE 14.10
La procura di Arezzo attende un rapporto dettagliato dai carabinieri sull’accaduto per ricostruire modalità e responsabilità del colpo. La zona in cui si trova l’azienda è piuttosto isolata e non risulterebbe dotata di telecamere pubbliche di videosorveglianza.
L’area si trova tuttavia nei pressi di uno svincolo stradale che conduce anche al raccordo Perugia-Bettolle, un collegamento che potrebbe rivelarsi importante per ricostruire gli spostamenti dei ladri. Secondo
quanto risulta finora, la banda che ha agito sabato notte, sarebbe stata composta da un massimo di cinque persone. Gli investigatori non escludono che il gruppo possa aver avuto un complice che, già da tempo, studiava la logistica della struttura e le modalità per introdursi nei locali e portare via le preziose etichette.
I ladri avrebbero disattivato il sistema di allarme e le telecamere di videosorveglianza, riuscendo a
entrare nell’azienda e a utilizzare anche alcuni mezzi di movimentazione interni, tra cui muletti, per caricare le bottiglie su due camion ancora non ritrovati. Gli investigatori non hanno fornito indicazioni sulla provenienza dei due mezzi e non è stato chiarito se fossero stati rubati.





