MILANO – Le Borse europee chiudono in deciso calo, penalizzate dalle tensioni sul debito pubblico francese, dal nuovo rialzo del petrolio per la crisi in Medio Oriente e dalle vendite sui titoli tecnologici dopo le trimestrali americane.
Piazza Affari è tra i listini più colpiti, con il Ftse Mib che perde il 2,54% e scende a 48.383, mentre a Wall Street il Nasdaq cede oltre il 2%, appesantito dai semiconduttori e dai timori sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale.
L’indice paneuropeo Stoxx 600 arretra dell’1,1%, il Dax di Francoforte dell’1%, il Cac 40 di Parigi dell’1,4% e il Ftse 100 di Londra dello 0,3%. Più marcate le perdite di Madrid, con l’Ibex 35 in ribasso del 2,1%. A pesare sui mercati sono soprattutto le tensioni sul debito francese, con il rendimento dell’Oat decennale che ha superato il 5,10% durante la seduta, sui massimi dal 2002.
Secondo i dati Mts, il rendimento francese si attesta al 5,09%, in rialzo di 13 punti base, con lo spread rispetto al Bund tedesco a 175 punti. Il rendimento del Bund scende al 3,34%, mentre quello del Btp
decennale sale al 4,59%. In deciso rialzo lo spread Btp-Bund a 126 punti base.
Il petrolio resta in rialzo dopo nuovi attacchi contro infrastrutture saudite e le tensioni nello Stretto di Hormuz. Il Brent guadagna il 2,7% a 111, dollari al barile, mentre il Wti sale dell’1,6% a 98,7 dollari. L’euro perde lo 0,2% sul dollaro, scambiando intorno a 1,12. In calo l’oro, che cede il 2% a circa 4.069 dollari l’oncia.
A Wall Street, nel corso della seduta, il Dow Jones arretra dello 0,14%, l’S&P 500 dell’1,18% e il Nasdaq Composite del 2,15%, dopo i risultati trimestrali di Meta, Tesla e Lam Research. Le vendite sui tecnologici americani si riflettono anche sul comparto europeo dei semiconduttori.
A Piazza Affari pesano soprattutto i bancari, con Unicredit in calo del 4,7%, Mps del 4,4% e Intesa Sanpaolo del 3,8%. Forti vendite anche sui tecnologici, con Technoprobe (-7,63%) e Stm (-5%), e sugli industriali, con Prysmian in ribasso del 7,6%.
Nonostante il rialzo del greggio, perdite marcate anche per Saipem (-6%) e Tenaris (-5%). Limita invece il calo Stellantis (-0,6%) nel giorno della pubblicazione dei dati Acea sulle immatricolazioni europee. A settembre le vendite del gruppo sono aumentate del 4,5% a 172.977 unità, contro un mercato cresciuto
del 10,2%.
Nei primi nove mesi Stellantis segna un progresso del 4,7%, con una quota di mercato scesa dal 14,8% al 14,5%. In controtendenza Moncler (+2,6%), Inwit (+2,4%) e Avio (+0,7%).





