Le Case di Comunità come argine alla pressione sui pronto soccorso e snodo strategico della nuova sanità territoriale. È questa la direttrice lungo cui si muove FIMMG Toscana, al centro del terzo congresso regionale “FIMMG Next Gen 2026 – Road to 2030”, in programma il 9 e 10 maggio all’Hotel Baglioni di Firenze.
L’evento vedrà la partecipazione del segretario generale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, Silvestro Scotti, e del presidente della Fondazione ENPAM, Alberto Oliveti, confermando la Toscana come laboratorio di confronto e proposta per il futuro della medicina generale italiana.
“Le Case di Comunità stanno iniziando a partire e la medicina generale vuole esserne protagonista assoluta”, ha dichiarato Niccolò Biancalani, segretario regionale FIMMG Toscana. “A differenza di altre realtà dove si riscontrano difficoltà, noi di FIMMG Toscana chiediamo gli spazi e l’integrazione dei servizi. Non giochiamo in difesa, siamo pronti a rilanciare la sfida per far funzionare queste strutture al 100%, rendendole realmente utili ai cittadini attraverso un modello evoluto che integri assistenza territoriale e innovazione”.
Al centro del congresso ci sarà la messa a terra dell’Accordo Integrativo Regionale della Toscana, firmato nel 2025, con un focus operativo sulle Case di Comunità previste dal PNRR e dal DM 77/2022. L’obiettivo è coprire quelle “zone grigie” dell’assistenza che oggi, per carenze strutturali e organizzative, spingono i cittadini a rivolgersi impropriamente ai pronto soccorso.
La medicina generale toscana, forte dell’esperienza maturata con le Case della Salute, rivendica un ruolo centrale nella costruzione e nella gestione delle nuove strutture territoriali, puntando su integrazione dei servizi, continuità assistenziale e innovazione organizzativa.
Tra i temi chiave anche l’attrattività della professione medica e l’impatto delle nuove tecnologie. “Dobbiamo portare la nostra professione a un livello nuovo e integrarla con i nuovi sistemi tecnologici, senza però ridurla a un messaggino su WhatsApp o una mail”, ha sottolineato Guido Santini, vice segretario vicario FIMMG Arezzo. “L’intelligenza artificiale, i sistemi di data management e i dispositivi digitali devono essere strumenti al servizio del professionista per il bene dell’assistito ma non accettiamo operazioni di marketing sulla salute. Dobbiamo rendere il sistema sostenibile ed efficiente, monitorando la spesa farmaceutica e la richiesta diagnostica, ma garantendo retribuzioni corrette che evitino la fuga dei colleghi verso altri settori. Solo rendendo la professione attrattiva potremo tutelare il bene prezioso della salute pubblica”.
Il congresso sarà anche l’occasione per affrontare il tema delle congestioni sistemiche che rischiano di ingolfare il servizio sanitario: dall’uso improprio della diagnostica alle eccessive prescrizioni che si riversano sulla medicina generale. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la collaborazione con la Regione Toscana e valorizzare l’Accordo Integrativo Regionale, ritenuto uno strumento innovativo e concreto per dare stabilità, efficienza e prospettiva alla sanità territoriale da qui al 2030.




