
BOLOGNA – Giustamente, Roberto Mancini ripete che l’Italia non è ancora “risorta”. Vincere in Turchia e costringere al pareggio la Francia nel mitico Saint Denis sono risultati molto buoni, ma gli azzurri devono ancora dimostrare tanto. A cominciare la ritorno con la Turchia, stasera a Bologna: ore 20,45, diretta su Rai1.
La Federcalcio, domani 6 ottobre potrebbe essere terremotata dal commissariamento di Malagò, ma i destini del presidente e quelli della squadra corrono su strade diverse. Viste le quattro partite ravvicinate, Mancini cambierà ancora. Lui dice: “Sono stato bene con i ragazzi in queste settimane, penso anche loro si siano divertiti, ma dobbiamo chiudere in bellezza. Se devo parlare della sosta lunga è troppo faticosa, soprattutto per i giocatori”. Parlando della Turchia, il ct azzurro la definisce “un’ottima nazionale, formata da giocatori bravi tecnicamente. Sta attraversando un momento difficile, ma credo che Montella abbia fatto un gran lavoro riportandola al Mondiale. Sicuramente non sottovaluteremo la Turchia”.
La sfida del Dall’Ara lo stimola: “Sono cresciuto a Bologna, arrivai che ero un bambino. Amo Bologna e i bolognesi, mi dimostrano sempre il loro affetto. Importante é vincere questa partita”.
L’ importanza sta, in primo luogo, nella classifica del girone, perché l’Italia, contro la Turchia ultima a zero punti, per di più annichilita dal 4-1 dell’andata e indebolita dalle assenze dei più forti (Çalhanoglu, Yildiz, Güler e Yilmaz), ha l’occasione di blindare il terzo posto nel girone, cioè di essere testa di serie al sorteggio dei gironi di qualificazione per l’Europeo 2028. A meno di cataclismi potrebbe bastarle perfino un pari, ma il commissario tecnico non ha la minima intenzione di accontentarsi.
Se infatti il piazzamento venisse irrobustito da un buon numero di punti e di gol utili alla differenza reti, sarebbe molto meglio: le due migliori terze dei quattro gruppi della Lega A della Nations evitano i play-out e il rischio di retrocessione in Lega B, mai frequentata per fortuna dalla Nazionale e dannosa sia per
l’immagine sia per il pericolo di fuga degli sponsor.
Ai calcoli minimalisti, d’altronde, Mancini non è mai stato abituato. Punta sempre al massimo. Superata senza tremori la trappola dello Stade de France, vuole arrivare tra le prime due del girone, entrare nei quarti di finale del torneo e provare a vincerlo. Per farlo, non ci sono alternative. Bisogna battere di nuovo Montella, che sta vivendo il momento più delicato, da quando si è trasferito a Istanbul. La parola dimissioni è riecheggiata anche allo stadio di Bruxelles, l’ex Heysel intitolato a re Baldovino, perché i tifosi turchi, che seguono numerosi la nazionale ovunque, forti di una comunità sparsa per l’Europa, non
vogliono sentire ragioni: sono convinti di avere una squadra fortissima e hanno accolto con rabbia lo 0-3, nonostante le non poche occasioni da gol.
Gli scandali continui della Federcalcio, inoltre, non aiutano di sicuro Montella: un’altra batosta lo inguaierebbe definitivamente, visto che sull’orlo delle dimissioni c’è innanzitutto il presidente federale Haciosmanoglu. Però Mancini non fa sconti al collega amico. Progetta di scavalcare al secondo posto il Belgio, che i pronostici vedono sconfitto in Francia, o comunque di approfittare dell’eventuale pareggio tra francesi e belgi per ingarbugliare ulteriormente la classifica. Poi, a novembre, si giocherà tutto negli scontri diretti, a Milano con Zidane e a Bruxelles con Van Bommel.
Così al Dall’Ara, per qualcuno tra coloro che a Parigi non sono scesi in campo, c’è da sfruttare
l’occasione di dimostrarsi all’altezza. Mancini stesso lo annuncia pubblicamente, facendo i nomi di Vergara, Romano e Scamacca. La formazione verrà svelata solo all’ultimo istante. In tanti smaniano per esserci. L’orgoglio di Barella, Di Lorenzo e Gianluca Mancini, degradati loro malgrado a Parigi, si accompagna allavoglia di emergere di Vergara, Maldini, Doumbia e Cambiaghi, in assenza dell’acciaccato, e stanco, Kean, restituito al Como. Scamacca ha aspettato con pazienza il suo turno.
Ricci e Mandragora vorrebbero almeno entrare, per lasciare qualche traccia. Ma a centrocampo c’è un giocatore inamovibile: Nicolò Fagioli, il nuovo numero 10. Bravo nella Fiorentina e ora anche pilastro in azzurro. il nuovo 10 della nazionale: come lo furono Giancarlo De Sisti e Giancarlo Antognoni. Giocatori da difendere, anche giornalisticamente. Fagioli non fa parte di Juve, Roma, Inter e Milan, ma ha una dignità per stare in questo centrocampo. L’unico rammarico é che tornerà a Firenze stanco, ma sicuramente rigenerato, anche moralmente.
Le probabili formazioni
ITALIA (4-3-3): Donnarumma, Di Lorenzo, Mancini, Scalvini, Calafiori, Barella, Ricci, Fagioli, Scamacca, Maldini, Vergara. Ct: Roberto Mancini
TURCHIA (4-4-2): Cakir, Celik, Demiral, Bardakci, Kadioglu, Aydin, Elmaz, Yuksek, Akgun, Akturkoglu, Yilmaz. Ct: Vincenzo Montella
ARBITRO: Marciniak (Pol).





