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Arno e Bisenzio, Comitato attacca il comune di Signa: “Il nuovo piano vanifica l’investimento regionale sul rischio alluvioni”

Arno e Bisenzio, Comitato attacca il comune di Signa: “Il nuovo piano vanifica l’investimento regionale sul rischio alluvioni”

Arno a Ponte a Signa (foto Palinko)

FIRENZE – “La Regione Toscana ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per una serie di interventi di mitigazione del rischio idraulico” a Signa e Lastra a Signa (Firenze) “lungo i fiumi Arno e Bisenzio e sul reticolo minore afferente, per un investimento complessivo di 60 milioni di euro, di prossimo finanziamento”. Ma “il nuovo piano urbanistico comunale rischia di vanificare” questi interventi”. Lo afferma il Comitato Territorio e buonsenso del Crocifisso a Signa che si sta battendo contro il nuovo piano operativo comunale.

Il piano regionale, spiega il comitato in una nota, prevede “opere strutturali come una cassa di espansione sul torrente Ombrone, l’adeguamento e il consolidamento degli argini dell’Arno e del Bisenzio e altri interventi mirati alla riduzione del rischio di esondazioni in un’area riconosciuta come particolarmente fragile dal punto di vista idrogeologico. Il progetto è stato escluso dalla procedura di Via e rappresenta uno degli interventi più rilevanti degli ultimi anni in materia di difesa del suolo nella Piana fiorentina”.

Il Comitato “valuta in modo estremamente positivo questo investimento”, tuttavia ritiene che “l’efficacia di questi interventi rischia di essere compromessa dalle scelte urbanistiche attualmente all’esame del Comune di Signa”: il nuovo piano operativo comunale “prevede nella zona del Crocifisso una nuova urbanizzazione su oltre 114mila metri quadrati di suolo agricolo e verde, con 211.546 metri cubi di edificato, l’impermeabilizzazione di più della metà dell’area interessata e la realizzazione di una nuova arteria stradale che attraversa il Padule, destinata a sostenere un traffico stimato fino a 50mila veicoli al giorno. Previsioni che introducono nuovi fattori di pressione su un territorio che la Regione stessa riconosce come fragile”.

“Da un lato – conclude il comitato – la Regione programma casse di espansione e rafforzamenti arginali per mettere in sicurezza il territorio; dall’altro, il Comune pianifica nuove edificazioni e una nuova viabilità in un’area sensibile. Senza una coerenza tra i livelli istituzionali, il rischio è che le politiche di difesa del suolo procedano in direzioni opposte”.

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