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Banche: mille sportelli spariti in Toscana. Piccoli comuni rimasti senza. Anci: “Pronti a dare una mano”

Banche: mille sportelli spariti in Toscana. Piccoli comuni rimasti senza. Anci: “Pronti a dare una mano”

Da 2.541 nel 2008 a 1.410 nel 2025 (-44,5%). È il dato riguardante la diminuzione degli sportelli bancari in Toscana, avvenuta nell’arco di 17 anni, in linea con quello nazionale e dell’area euro. Le criticità maggiori riguardano oltre cento comuni toscani, situati in aree interne o periferiche e in contesti produttivi di piccole dimensioni. Sono alcuni dei punti salienti evidenziati nel rapporto Irpet sulla rarefazione dei servizi bancari, presentato a Palazzo Strozzi Sacrati.

La contrazione del numero di sportelli bancari in Toscana è stata particolarmente intensa tra il 2015 e il 2025, con gli sportelli diminuiti da 2.265 a 1.410, mentre sono cresciuti i comuni privi di sportello, da 12 a 31, e quelli con un solo sportello, da 39 a 58.

Lo studio, oltre a contare le chiusure, punta soprattutto a individuare i territori dove la perdita del presidio fisico incontra una domanda locale più fragile o meno capace di usare canali alternativi, come home banking e app. La digitalizzazione ha infatti compensato l’accesso ai servizi di base, ma non per tutti: anziani, residenti in case sparse e micro imprese restano più esposti, anche sul fronte del credito e della nascita di nuove imprese.

Nel rapporto viene costruito un indice comunale di esposizione alla rarefazione dei servizi bancari (dati Istat, Abi, Poste e Banca d’Italia) basato su tre dimensioni: presenza fisica del servizio (assenza di sportelli, un solo sportello, distanza dal più vicino, assenza di ufficio postale e ATM); intensità dell’offerta rispetto alla domanda di residenti e imprese; vulnerabilità demografico-insediativa (quota di over 75 e di residenti in case sparse).
Le criticità maggiori riguardano 109 comuni, il 40% del totale, dove però vive soltanto quasi il 12% della popolazione e vi è insediato il 9% delle imprese. Il gruppo di quelli con l’indice più alto si caratterizza per una popolazione media molto bassa, sotto i 1700 abitanti (molto al di sotto della media regionale) e una densità occupazionale inferiore alla media regionale, ovvero i piccoli comuni, spesso interni o periferici.

Sono queste le aree considerate più a rischio, dove il presidio debole si somma a popolazione anziana e dispersa (Lunigiana, Garfagnana, Montagna pistoiese, Casentino, Valtiberina, Amiata, Val d’Orcia, Maremma interna) e quelle intermedie e produttive, dove lo sportello c’è ma è sottodimensionato rispetto a residenti e imprese (Valdinievole, Valbisenzio, Piana pratese, Media Valle del Serchio, Valdarno). Le province più esposte sono Massa-Carrara, Lucca e Pistoia. Prato è un caso a sé, senza isolamento fisico ma con una forte sproporzione tra domanda e offerta. Le maggiori fragilità riguardano un gruppo di 38 comuni (1,9% della popolazione), deficitari in tutte e tre le dimensioni, soprattutto in Garfagnana, Casentino, Valtiberina e Amiata.

Il report si conclude con alcune indicazioni in termini di possibili misure attuabili, suggerendo non tanto la riapertura di filiali fisiche ovunque, secondo il vecchio modello di business, quanto piuttosto la messa a disposizione di un livello minimo di accesso ai servizi essenziali, con strumenti diversi per ogni profilo prevalente di fragilità territoriale.
“Non è un fenomeno che riguarda solo le aree periferiche o montane – ha commentato il presidente della Toscana Eugenio Giani -, coinvolge anche quelle che vedono la presenza di piccole attività industriali e manifatturiere, dove una presenza fisica della banca potrebbe rivelarsi utile. Abbiamo istituito più di un anno fa l’Osservatorio regionale sulla desertificazione bancaria per monitorare il fenomeno ed analizzare l’impatto sui territori e individuare soluzioni a tutela di cittadini e imprese. La politica però non può incidere sulle scelte commerciali di istituti privati, ma può tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica”.

ANCI – “Diamo la nostra disponibilità a lavorare insieme per costruire soluzioni adeguate alle diverse
realtà territoriali coinvolgendo anche gli istituti bancari che hanno un forte radicamento nelle nostre comunità. Penso in particolare al credito cooperativo, che può rappresentare un interlocutore importante per mantenere servizi di prossimità”. Così Simone Gheri, direttore di Anci Toscana, commentando i dati rapporto Irpet sulla rarefazione dei servizi bancari.

“È un fenomeno che colpisce in modo particolare i piccoli Comuni e le aree interne – aggiunge Gheri -, dove la presenza di un presidio bancario continua ad avere un valore importante per cittadini e imprese. Ringraziamo la Regione Toscana, con il presidente Eugenio Giani e l’assessore Leonardo Marras -conclude – per l’attenzione dedicata a questo tema e per il lavoro di monitoraggio e analisi avviato, che può rappresentare una base importante per individuare insieme risposte concrete alle esigenze dei territori”.

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