FIRENZE – “Abbiamo deciso di bloccare le nostre scuole in segno di protesta di fronte a un governo che ‘prioritizza’ la guerra a discapito dell’istruzione”. Così oggi, 20 ottobre 2026, attraverso un comunicato, gli studenti di Firenze che annunciano le occupazioni di undici istituti della città – Alberti-Dante, Castelnuovo, Da Vinci, Duca d’Aosta, Galileo-Michelangiolo, Machiavelli-Capponi, Meucci, Pascoli, Peano, Porta Romana e Rodolico, che si aggiungono al liceo scientifico Gramsci, occupato da ieri, lunedì 19 ottobre.
Gli studenti denunciano “tagli al sistema scolastico per circa 620 milioni di euro nel triennio 2026-2028, con conseguenze evidenti e dirette su sicurezza e qualità dell’istruzione”, poi “l’assenza o l’inadeguatezza dei materiali scolastici”, lo stato in cui versano molti degli edifici con “aule che si allagano ogni volta che piove, infestazioni di insetti, ratti e muffa negli istituti, che mettono a repentaglio l’igiene e a rischio la salute di chi vive la scuola, le tubature malfunzionanti, i termosifoni e i sistemi di raffreddamento mancanti o danneggiati, l’inaccessibilità degli edifici per persone con disabilità” e “la precarietà dei docenti e la carenza di personale”.
Tra i motivi della protesta, inoltre, i provvedimenti del governo sul tetto massimo agli studenti stranieri nelle classi, il ddl Valditara sull’educazione sessuo affettiva e l’alternanza scuola lavoro.
FUNARO – La notizia delle occupazioni studentesche nelle scuole fiorentine “c’è arrivata ora: monitoreremo e ci terremo in contatto con gli altri livelli istituzionali”. Lo ha detto la sindaca di Firenze, Sara Funaro, parlando con i giornalisti.
Funaro, a proposito delle rivendicazioni degli studenti, ha aggiunto: “Lo abbiamo visto in questi giorni con le tante manifestazioni: ferma restando la condanna per gli episodi di violenza che ci sono stati purtroppo in tantissime città, la violenza rischia di distogliere l’attenzione dai temi che i giovani stanno ponendo al centro, che sono quello del caro vita, delle disuguaglianze e tanti altri temi che sono al centro del dibattito anche a livello nazionale e sul quale come istituzioni dobbiamo tenere l’orecchio aperto per
ascoltare quelle che sono le esigenze dei giovani”.
“Ovviamente – ha concluso la sindaca – separando quelli che sono gli episodi di violenza da quelle che invece sono le legittime rivendicazioni dei ragazzi su quello che vogliono dal proprio Paese. E penso che su questo le istituzioni debbano mettersi anche in modalità di ascolto”.
TORSELLI (FDI) – Francesco Torselli, parlamentare europeo di Fratelli d’Italia interviene con questa bnota: «Cinque milioni di euro. È questo il conto salatissimo che ogni sabato i nostri commercianti, i baristi e i piccoli negozianti dei centri storici sono costretti a pagare per colpa di manifestazioni, blocchi e uscite forzate. Cinque milioni di euro di fatturato bruciati in un solo giorno, che diventano venti milioni in un mese”!.
E ancora: “Famiglie e lavoratori messi in ginocchio da un clima di perenne disordine. E mentre le categorie economiche lanciano questo grido d’allarme, qual è la risposta che arriva dalla sinistra e dai suoi collettivi a Firenze? L’annuncio dell’occupazione di 12 scuole superiori. Siamo di fronte a un corto circuito inaccettabile che fa salire la rabbia a qualunque persona di buonsenso”.
“A Firenze -prosegue Torselli – assistiamo alla recita di ragazzi che bloccano dodici istituti scolastici, privando migliaia di studenti del diritto di fare lezione, solo per scimmiottare i loro colleghi francesi o belgi e ripetere slogan ideologici imparati a memoria sui social. Non sanno nemmeno loro perché occupano: parlano di guerra e di tagli a sproposito pur di giustificare l’ennesimo weekend lungo a spese della collettività”.
“Da una parte – conclude l’eurodeputato – c’è l’Italia che lavora, produce e paga le tasse, vedendosi prosciugare i propri incassi da piazze ostaggio del caos. Dall’altra ci sono gruppetti ideologizzati che pensano di poter paralizzare scuole e città senza pagare alcun conto. Il diritto di chi vuole lavorare e di chi vuole studiare viene prima di qualsiasi pretesa di questi fanatici della protesta ad oltranza. Il Governo Meloni sta dimostrando che la musica è cambiata: la tolleranza verso chi devasta l’economia e la scuola italiana è pari a zero».





