FIRENZE – La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Firenze, ha dato esecuzione nei giorni scorsi ad un’ordinanza di divieto di dimora, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Firenze, nei confronti di quattro cittadini peruviani, ritenuti gravemente indiziati dei reati di rapina ed estorsione in concorso.
Per tre dei destinatari del provvedimento, di 54, 31 e 35 anni, è stato disposto il divieto di dimora sull’intero territorio della Toscana. Per la quarta destinataria, una donna peruviana di 57 anni, la misura prevede invece il divieto di dimora nella provincia di Firenze. Oltre ai quattro destinatari della misura cautelare, sono stati indagati altri 6 cittadini peruviani per aver concorso nella commissione dei medesimi reati. L’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile della Questura ha avuto ad oggetto condotte estorsive consumate all’esterno dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Firenze, nei confronti di cittadini stranieri in fila lungo il perimetro esterno della struttura, lato via della Fortezza, in attesa dell’apertura degli uffici.
Dalle indagini è emerso, in particolare, che alcuni cittadini di origine peruviana, sia uomini che donne, stazionavano abitualmente, sin dal pomeriggio precedente l’apertura mattutina degli uffici di polizia, all’esterno della Caserma, occupando i primi posti della fila, fino all’orario di apertura del giorno successivo, per poi cedere la posizione occupata – dietro corrispettivo, in molte occasioni superiore a 100 euro – a chi sopraggiungeva e impedendo, di fatto, agli utenti di accedere all’ufficio se non dietro l’esborso di denaro.
Contestualmente, altri cittadini connazionali, appartenenti allo stesso gruppo, si aggiravano nei dintorni dell’area interessata dalla fila, tenendo atteggiamenti intimidatori nei confronti di coloro che, regolarmente in coda, manifestavano disappunto verso la condotta illecita. Nel mese di maggio 2026, per intimorire le persone in coda, è stata anche mostrata una pistola che, dalle successive indagini, è stato accertato si trattasse di una pistola giocattolo, priva del tappo rosso.
Le attività investigative condotte dalla sezione criminalità straniera della Squadra Mobile, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, hanno consentito di ricostruire in modo puntuale il modus operandi del gruppo, di ricostruire numerosi episodi estorsivi, talvolta sfociati in rapine, e di identificarne gli autori.





