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Lega: Salvini confermato segretario. Ma dal simbolo sparirà il suo nome. Attacco ai giornalisti: “Sono contro di noi”

Lega: Salvini confermato segretario. Ma dal simbolo sparirà il suo nome. Attacco ai giornalisti: “Sono contro di noi”

MILANO – Matteo Salvini è stato confermato segretario della Lega, per la quarta volta. Resterà in carica quattro anni, fino al 2030. E’ l’esito del voto del congresso straordinario del partito che si è espresso a scrutinio segreto. Salvini ha avuto 465 voti a favore. Per lo sfidante Massimo Garavaglia 146 voti. Sono 706 i delegati aventi diritto di voto. Dal simbolo sparirà comunque il suo nome. Resterà la figura di Alberto da Giussano.

Boato per Matteo Salvini subito dopo la proclamazione del voto che l’ha confermato segretario, da parte dei congressisti del partito. Poi abbraccio sul palco tra lui e lo sfidante Massimo Garavaglia. Salvini l’aveva appena citato ringraziandolo e subito dopo Garavaglia è salito sul palco e l’ha abbracciato.

Poi l’avviso agli alleati di governo: “Stop ai soldi e alle armi a Kiev. Su questo sarò intransigente”

Ma é stato, per Salvini, anche il giorno del clamoroso attacco ai giornalisti. Il vicepremier, una volta presa la parola, lancia affondi durissimi contro i giornali che “anche oggi stanno scrivendo cazzate”. E
racconta di aver scelto lui – tra i politici più attivi, a dire il vero, con punti stampa giornalieri e sempre molto affollati – di dividere gli spazi, di fatto ‘recintando’ i cronisti che hanno accesso alla sala principale solo accompagnati o nei momenti di pausa.

Ecco le parole di Salvini: “Sono qua e sono al piano di sotto. Da giornalista iscritto all’ordine ho chiesto io agli organizzatori di lasciarli lì, per non inquinare delegati e militanti che non meritano di essere circondati da certa gente che non è qua per raccontare la Lega”, affonda il leader del Carroccio, confermato segretario dal conclave milanese.

Gli attacchi salgono di livello e hanno anche indirizzi ben precisi. Nei giorni scorsi, per esempio, “ho letto
che Repubblica e Corriere hanno già fatto le liste elettorali, con esclusi e inclusi. Tutte cazzate da prima Repubblica” di giornalisti “servi” che “sono qua solo per fare il male della Lega. Evitate – si rivolge ai militanti – di leggere quello che scrivono in questi giorni”.

Parole che provocano la reazione dei tanti media, tra agenzie stampa, quotidiani e tv. Si formano
capannelli di giornalisti colpiti da tanto livore e che non ci stanno. Dal palco Salvini continua: la stampa “non ci ha mai aiutato e non comincerà ad aiutarci adesso. Da 40 anni cercano di stroncare la Lega, chiunque gli dia spazio non aiuta. Non si aiuta la Lega con le interviste, i libri, la polemica o i post
su Facebook”. 

GLI INTERVENTI DEI CANDIDATI:

“Questo congresso, se mi risceglierete come segretario, mi darà il mandato di andare in Consiglio dei ministri a portare la posizione chiara della Lega: non possiamo continuare a mandare soldi all’Ucraina”: così il vicepremier Matteo Salvini durante il suo intervento al congresso. Salvini ha poi chiesto alla platea di delegati: “Alzi la mano chi ritiene che io abbia questo mandato”.

Salvini ha parlato del nuovo simbolo: la scritta Lega grande sopra, l’Alberto di Giussano al centro e la dicitura gialla sotto ‘Italia federale’. “Proporrò questo simbolo, senza il mio nome” ha detto Matteo Salvini al congresso del Carroccio. Un logo che “tiene insieme il passato, il presente e il futuro” ha aggiunto.

“Ringrazio Massimo – ha detto riferendosi allo sfidante Massimo Garavaglia – per averci offerto la possibilità di fare un dibattito nell’unica sede in cui è opportuno fare un dibattito. Siamo qua perché come per Massimo per me da 36 anni la Lega è la mia famiglia, lo sanno i miei figli, chi vive con me, i miei genitori, per quanti di voi la Lega viene prima della famiglia?”. 

Da palco Salvini ha rivolto una frecciatina a Garavaglia, che prima aveva detto: “Io lunedì vado a visitare le aziende e domani sono nel Bresciano. Tutti gli imprenditori mi dicono: ‘Avanti così, salutami Giorgetti e ringrazialo’. Questo è fondamentale”. Poco dopo Salvini ha replicato: “Gli imprenditori del Nord ci chiedevano di entrare nel governo Draghi, poi alle Politiche hanno votato gli unici che non erano nel governo Draghi. Oltre a Massimo (Garavaglia, sfidante alla segreteria, ndr) dico, ai complimenti a Giorgetti che faccio anche io, se ci votassero non farebbe schifo…la pacca sulla spalla alla Lega e il voto per qualcun altro non ci fa salvare le fabbriche dall’Ue”.

Salvini ha anche rimarcato: “Mi pento per la scelta e me ne assumo pienamente la responsabilità, entrando nel governo Draghi col Pd. Mai più, mai più, mai più”.

“Abbiamo fuoriclasse che tutti ci invidiano. Se dovessi vincere, io voglio al mio fianco, e davanti a me, questi fuoriclasse: Zaia, Durigon, Giorgetti, ovviamente Matteo Salvini. Noi i fuoriclasse li abbiamo”. 

“Perché mi sono candidato? Perché l’obiettivo è invertire il trend, dobbiamo svegliarci”, ha detto Garavaglia. “I sondaggi sono indicazioni, danno una direzione. Abbiamo preso l’8,8% alle elezioni e non siamo cresciuti. Dobbiamo crescere”, ha aggiunto. “Dovessi mai vincere, non ci sarà nessuna rappresaglia, nessuna punizione, nessuna lista nera: siamo una famiglia”

Prima ha preso la parola il ministro Giancarlo Giorgetti. “Va tutto bene? No, non va tutto bene. Lo percepiamo chiaramente – ha detto – che abbiamo dei problemi. Siamo qua per migliorare. Ed è perfettamente comprensibile per chi partiva da zero. Marti (segretario della Lega in Puglia, ndr) è chiaro che tu sei contento se fai un 8%. Il problema è se a Bergamo, dove erano abituati a fare il 50%, fanno il 20% e si incazzano e si chiedono perché. E allora come si fa a recuperare? Qui si è parlato di squadra. Io dico semplicemente: facciamo salire in squadra quelli che hanno dimostrato sul territorio di riuscire a produrre consenso”.

La seconda e ultima giornata del congresso è cominciata con quasi un’ora di ritardo per problemi tecnici, nel centro congressi Allianz MiCo di Milano. Lorenzo Fontana, che presiede l’assemblea, si è scusato dicendo: “L’intelligenza artificiale evidentemente tanto intelligente ancora non è, abbiamo margini per sopravvivere”.    

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