
ROMA – E’ morta la notte scorsa, 25 settembre 2026, all’età di 85 anni Silvia D’Amico, produttrice cinematografica, figlia della grande sceneggiatrice Suso Cecchi e del musicologo Fedele D’Amico. La notizia della scomparsa è stata annunciata dalla Fondazione Franco Zeffirelli, che ha espresso il proprio cordoglio e “si stringe con affetto alla direttrice del Museo Franco Zeffirelli, Caterina D’Amico, sorella di Silvia, e a tutta la famiglia in questo momento di dolore”.
Era nata a Roma il 2 dicembre 1940. Come produttrice ha seguito tutta la lavorazione de Il Messia (1975) di Roberto Rossellini, suo compagno dal 1974 al 1977, e con lui ha progettato un grande film sull’amicizia giovanile di Marx ed Engels, Lavorare per l’umanità, rimasto incompiuto per la morte del regista. Fin dall’infanzia aveva respirato cinema e crescendo aveva frequentato la cerchia di amici e colleghi della madre. Su invito di una di questi, Carol Levi Guadagni, aveva preso parte alla nascita della prima agenzia di attori in Italia, la William Morris, nel 1960.
Dopo alcuni anni aveva lasciato per lavorare con Alfredo Giannetti. Insieme allo sceneggiatore e regista romano ha realizzato due film, La ragazza in prestito (1964) e Correva l’anno di grazia 1870 (1972), titolo quest’ultimo di cui è stata anche produttrice, e due serie televisive: La famiglia Benvenuti (1968-1970), che nasce dall’idea di d’Amico di raccontare la vita di una famiglia moderna, e Tre donne con Anna Magnani (1970). La prima, in particolare, riscuote un enorme successo di ascolti e pone le basi per la sua duratura collaborazione con la Rai in qualità di soggettista e sceneggiatrice per cui ha firmato Dedicato a un pretore (Dante Guardamagna, 1973) e Vita di Antonio Gramsci (Raffaele Maiello, 1981), sceneggiato scritto con la madre Suso Cecchi d’Amico.
Con le sue società intitolate Excelsior, in omaggio all’hotel dove soggiornava il produttore Giuseppe Amato che lei ammira molto, e con il nome d’arte Bendicò (da Il gattopardo), d’Amico ha prodotto alcuni dei suoi film più importanti, fra i quali State buoni se potete di Luigi Magni (1983) e Oci ciornie di Nikita Michalkov (1987), premiato per l’interpretazione di Marcello Mastroianni a Cannes. È invece prodotto dalla Parus Film Il cielo cade di Antonio e Andrea Frazzi (2001), Globo d’oro per la miglior opera prima. In tutti questi casi d’Amico ha seguito l’intero progetto, dall’ideazione all’edizione. Era è sempre presente sul set e spesso cucinava per tutta la troupe, in modo da favorire l’armonia e il benessere dei collaboratori.
Nella sua filmografia ha contribuito anche alla realizzazione di molti documentari biografici, dedicati ad artisti del cinema, fra i quali la madre – Suso. La signora del cinema italiano di Luca Zingaretti (2007) – e Marcello Mastroianni – Ritratto di sconosciuto – Marcellus Dominicus Vincentius di Roberto Meddi, Gioia Magrini (2006).
CORDOGLIO DI GIULI – Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli ha dichiarato: “La scomparsa di Silvia d’Amico addolora il mondo del cinema italiano. Le opere legate al suo nome resteranno una testimonianza simbolica della qualità della nostra produzione cinematografica e della sensibilità con cui ha saputo accompagnare ogni progetto. Alla sua famiglia e a tutti i suoi cari rivolgo il
mio cordoglio”.





