MILANO – Nei filmati e in alcune foto si vede lui, 11anni, mentre porta via cinture e maglie dalle vetrine infrante durante gli assalti violenti avvenuti sabato e domenica, 17 e 18 ottobre 2026, a Milano. Tante minori sarebbero stati “convocati” in piazza Duomo e dintorni attraverso una chat che li incitava a prendere “scarpe e bici”. Il richiamo era alla protesta con il carovita e alle difficoltà dei giovani, ma l’istigazione prendere roba, magari per rivenderla, era la molla scatenante.
C’è chi ha parlato, come il ministro Crosetto, di “guerra ibrida”, ossia “agitatori” stranieri (c’è chi ha parlato di strategia russa per seminare il disordine in Italia). Le forze dell’ordine hanno fermato molti presunti assalitori. Tutti incappucciati e vestiti di nero.
Fra questi l’undicenne. A confermarlo era stato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: “C’è stato un caso in cui si è riusciti a individuare come partecipante alla manifestazione, quindi ad azioni pure importanti, ed è stato arrestato un ragazzo di 11 anni, preso in una scuola, riconosciuto”.
Il ragazzino vive nella zona della Barona. A scuola la sua identificazione ha suscitato sconcerto. E’ di origine magrebina, si era fatto notare nelle strade cittadine per le “sfrecciate” in monopattino. “Il suo obiettivo era diventare protagonista”, ha raccontato un suo amico più grande. “Bisogna fargli capire che ha sbagliato”, ha detto la preside. Che ha aggiunto: “Trovarsi in mezzo ai carabinieri, accusato di furto e vandalismo, non é piacevole. Anche noi docenti dovremo fare la nostra parte”.





