
WASHINGTON (USA) – Trump imbarazzante: sposa le tesi di Putin dopo avergli tolto le sanzioni. Politica Usa allo sbando in maniera irreversibile? Trump, infuriato per le reazioni di Volodymyr Zelensky all’intesa Usa-Russia, sul diesel e per il mancato stop agli attacchi ucraini contro le raffinerie russe, evoca un cambio della leadership ucraina con una violenza verbale senza precedenti.
Zelensky “avrebbe potuto porre fine a questa guerra in molte occasioni, vuole creare problemi al mondo e agli agricoltori, è giunto il momento che l’Ucraina abbia un nuovo presidente”, ha detto il tycoon prima di un comizio elettorale in Tennessee.
“Suggerisco che l’Ucraina trovi un nuovo leader in grado di raggiungere un accordo”, ha incalzato, sottolineando che Zelensky “può fare ciò che vuole, ma non può colpire le raffinerie”. “Iconico e storico”, ha esultato su X l’inviato presidenziale russo e negoziatore Kirill Dmitriev, che ha pubblicato una copertina del Time con una foto del presidente ucraino e la scritta “The Endgame”.
Trump, secondo fonti concordanti, pretende che l’Ucraina fermi unilateralmente gli attacchi agli impianti russi, convinto che stiano facendo aumentare i prezzi dell’energia negli Stati Uniti: un tema assolutamente cruciale per il tycoon nelle ultime settimane di campagna elettorale nelle mid-term, decisamente in salita per i repubblicani stando ai sondaggi.
E la nuova, forse decisiva, inversione a U di Washington nei rapporti con Mosca è arrivata nel corso della telefonata tra Trump e Vladimir Putin, “durata un’ora e mezza”, “molto intensa e amichevole”, tanto che nessuno dei due “voleva essere il primo ad agganciare”. Lo ‘slap in the face’ della Casa Bianca a Zelensky, dopo l’umiliazione nello Studio Ovale, segue le furenti critiche di Kiev e Bruxelles all’accordo sul diesel tra Trump e Putin in cambio dello stop alle sanzioni, un mossa bollata come un “via libera” all’escalation di missili e droni russi in Ucraina.
A Washington non hanno gradito, mettendo sul tavolo dei negoziati con ucraini ed europei, che erano in corso nelle stesse ore a Miami, la minaccia di interrompere la condivisione di informazioni di intelligence con Kiev. Zelensky, dopo aver accusato gli Usa di aver mostrato la propria debolezza, ha rincarato la dose mentre in Ucraina il quotidiano diluvio di bombe reclamava la vita di altri civili.
“La Russia ha espresso il suo ringraziamento per la revoca delle sanzioni sulle esportazioni di diesel lanciando cinque bombe guidate su edifici residenziali a Zaporizhzhia”, ha denunciato mentre i soccorritori estraevano i cadaveri dalle macerie, compresi quelli di tre bambini. Il bilancio alla fine sarà di 20 morti e 18 feriti, nell’ennesima mattanza di questa settimana.





